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Acido Zoledronico Ho - Sa4mg100m - foglio illustrativo

Forma: Soluzione per infusione
Principio attivo: Acido Zoledronico Monoidrato

Denominazione

ACIDO ZOLENDRONICO HOSPIRA 4 MG/100 ML SOLUZIONE PER INFUSIONE

Formulazioni

Acido Zoledronico Ho - Sa4mg100m

Categoria farmacoterapeutica

Medicinali per il trattamento delle malattie delle ossa, bisfosfonati.

Principio attivo

Una sacca da 100 ml di soluzione contiene 4 mg di acido zoledronico (come monoidrato). Ogni ml di soluzione contiene 0,04 mg di acido zoledronico (come monoidrato).

Eccipienti

Mannitolo, sodio citrato, sodio cloruro, acqua per preparazioni iniettabili.

A cosa serve

Prevenzione di eventi correlati all'apparato scheletrico (fratture patologiche, schiacciamenti vertebrali, radioterapia o interventi chirurgici all'osso, ipercalcemia neoplastica) in pazienti adulti affetti da tumori maligni allo stadio avanzato che interessano l'osso. Trattamento di pazienti adulti con ipercalcemia neoplastica (TIH).

Controindicazioni

Ipersensibilita' al principio attivo, ad altri bisfosfonati o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Allattamento.

Posologia

Il prodotto deve essere prescritto e somministrato ai pazienti solo daoperatori sanitari con esperienza nella somministrazione di bisfosfon ati per via endovenosa. >>Prevenzione di eventi correlati all'apparatoscheletrico in pazienti affetti da tumori maligni allo stadio avanzat o che interessano l'osso. Adulti e anziani: la dose raccomandata e' di4 mg di acido zoledronico ogni 3 o 4 settimane. Ai pazienti deve esse re somministrato anche un supplemento di 500 mg/die di calcio per via orale e 400 UI/die di vitamina D. La decisione di trattare i pazienti con metastasi ossee per la prevenzione di eventi scheletrici correlatideve considerare che l'effetto del trattamento si manifesta in 2-3 me si. >>Trattamento della TIH. Adulti e anziani: la dose raccomandata nell'ipercalcemia (calcemia corretta con albumina >= 12,0 mg/dl o 3,0 mmol/l) e' di una dose singola di 4 mg di acido zoledronico. >>Compromissione renale. TIH: In pazienti con TIH che manifestano anche una gravecompromissione renale il trattamento deve essere considerato solo dop o valutazione dei rischi e benefici. Negli studi clinici sono stati esclusi i pazienti con valori di creatinina sierica > 400 mcmol/l o > 4,5 mg/dl. Non e' necessario alcun adattamento della dose in pazienti con TIH con valori di creatinina sierica < 400 mcmol/l oppure < 4,5 mg/dl. Prevenzione di eventi correlati all'apparato scheletrico in pazienti affetti da tumori maligni allo stadio avanzato che interessano l'osso: prima di iniziare il trattamento con acido zoledronico nei pazienticon mieloma multiplo o con metastasi ossee da tumori solidi devono es sere determinate la creatinina sierica e la clearance della creatinina(CLcr). La CLcr e' calcolata dalla creatinina sierica mediante la for mula di Cockcroft-Gault. Non e' raccomandato per pazienti che presentano prima dell'inizio della terapia una grave compromissione renale, definita per questa popolazione come CLcr < 30 ml/min. Negli studi clinici con acido zoledronico sono stati esclusi i pazienti con valori di creatinina sierica > 265 mcmol/l o > 3,0 mg/dl. Nei pazienti con funzione renale normale (CLcr >60 ml/min), il prodotto puo' essere somministrato direttamente senza ulteriori preparazioni. Nei pazienti con metastasi ossee che presentano compromissione renale da lieve a moderata prima dell'inizio della terapia, definita per questa popolazione come CLcr 30-60 ml/min, e' raccomandata la riduzione della dose come segue. Clearance della creatinina basale > 60 ml/min: la dose raccomandata e' di 4,0 mg di acido zoledronico. Clearance della creatinina basale 50-60 ml/min: la dose raccomandata e' di 3,5 mg di acido zoledronico. Clearance della creatinina basale 40-49 ml/min: la dose raccomandata e' di3,3 mg di acido zoledronico. Clearance della creatinina basale 30-39 ml/min: la dose raccomandata e' di 3,0 mg di acido zoledronico. Le dosi sono state calcolate assumendo una AUC target di 0,66 (mg*h/l) (CLcr=75 ml/min). Con la somministrazione della dose ridotta nei pazienti con compromissione renale si prevede di raggiungere un valore di AUC uguale a quello osservato in pazienti con clearance della creatinina di 75 ml/min. Dopo l'inizio della terapia, la creatinina sierica deve essere determinata prima di ciascuna somministrazione del prodotto e, in caso di peggioramento della funzionalita' renale, il trattamento deve essere sospeso. Negli studi clinici, il peggioramento della funzionalita' renale e' stato definito come di seguito riportato: per i pazienticon valori basali di creatinina sierica normali (< 1,4 mg/dl o 124 mc mol/l), un aumento di 0,5 mg/dl o di 44 mcmol/l; per i pazienti con valori basali di creatinina sierica anormali (> 1,4 mg/dl o > 124 mcmol/l), un aumento di 1,0 mg/dl o di 88 mcmol/l. Negli studi clinici, il trattamento con e' stato ripristinato solo quando il valore della creatinina e' ritornato ad essere non superiore del 10% rispetto al valore basale. Il trattamento deve essere ripristinato con la stessa dose precedente all'interruzione. >>Popolazione pediatrica. La sicurezza e l'efficacia di acido zoledronico nei bambini di eta' compresa tra 1 e 17 anni non sono state stabilite. Non puo' essere fatta alcuna raccomandazione riguardante la posologia. >>Modo di somministrazione. Uso endovenoso. Somministrare come una singola infusione endovenosa in non meno di 15 minuti. Nei pazienti con funzione renale normale, definita con CLcr >60 ml/min, non deve essere ulteriormente diluito. Nei pazienti con compromissione renale da lieve a moderata e' raccomandata una riduzione della dose. Per la preparazione di dosi ridotte seguire le seguenti raccomandazioni. Valore basale di CLcr 50-60 ml/min: rimuovere 12,0 ml di prodotto, dose revisionata 3,5 mg di acido zoledronico. Valore basale di CLcr 40-49 ml/min: rimuovere 18,0 ml di prodotto, dose revisionata 3,3 mg di acido zoledronico. Valore basale di CLcr 30-39 ml/min:rimuovere 25,0 ml di prodotto, dose revisionata 3,0 mg di acido zoled ronico. Non miscelare con soluzioni per infusione e somministrare comeuna singola soluzione endovenosa in una linea di infusione separata. Mantenere i pazienti in buono stato di idratazione prima e dopo la somministrazione.

Conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna particolare condizione di conservazione.

Avvertenze

Prima del'uso valutare i pazienti per assicurare loro un adeguato stato di idratazione. Evitare una eccessiva idratazione in pazienti a rischio di insufficienza cardiaca. Durante la terapia monitorare attentamente i normali parametri metabolici correlati all'ipercalcemia, quali ilivelli sierici di calcio, fosfato e magnesio. In caso di ipocalcemia , ipofosfatemia o ipomagnesiemia, puo' servire una terapia integrativadi breve durata. I pazienti con ipercalcemia non trattata presentano generalmente un certo grado di compromissione renale; considerare un attento monitoraggio della funzionalita' renale. Sono stati riportati casi di grave ipocalcemia che richiedevano ospedalizzazione. In alcuni casi l'ipocalcemia puo' mettere a rischio la vita. Sono disponibili altri medicinali a base di acido zoledronico per l'osteoporosi e per il morbo di Paget osseo. Non trattare contemporaneamente a questi farmaci, ne' con qualsiasi altro bisfosfonato, poiche' gli effetti combinati di questi agenti sono sconosciuti. >>Insufficienza renale. Valutare i pazienti con TIH che presentano segni di peggioramento della funzionalita' renale in modo appropriato, considerando il rapporto rischi/benefici. La decisione di trattare i pazienti con metastasi ossee per la prevenzione di eventi correlati all'apparato scheletrico deve considerare che l'effetto del trattamento inizia a manifestarsi dopo 2-3 mesi. Il trattamento e' stato associato a disturbi della funzionalita' renale. I fattori che possono aumentare il rischio di peggioramento della funzionalita' renale comprendono la disidratazione, una preesistente compromissione renale, cicli multipli di acido zoledronico e di altri bisfosfonati, cosi' come l'uso di altri farmaci nefrotossici. Sebbene il rischio sia ridotto con una somministrazione nell'arco di 15 minuti, il peggioramento della funzionalita' renale puo' comunque verificarsi. Si segnalano peggioramenti della funzionalita' renale, progressioni adinsufficienza renale e dialisi in pazienti dopo la prima dose o dopo una singola dose da 4 mg. Un aumento della creatinina sierica si puo' anche osservare in alcuni pazienti in cui l'acido zoledronico viene somministrato a lungo termine e alla dose raccomandata per la prevenzione di eventi correlati all'apparato scheletrico, sebbene tali casi siano meno frequenti. Prima della somministrazione di ciascuna dose valutare i livelli sierici di creatinina del paziente. Iniziare la terapia adosi ridotte in pazienti con metastasi ossee che presentano compromis sione renale da lieve a moderata. In caso di segni di deterioramento renale, sospendere la terapia e riprendere solo quando il valore della creatinina sierica ritorna entro il 10% del valore basale, e alla stessa dose usata prima dell'interruzione. In considerazione del potenziale impatto dell'acido zoledronico sulla funzionalita' renale, della mancanza di dati clinici di sicurezza in pazienti con grave compromissione renale (creatinina sierica >= 400 mcmol/l oppure >= 4,5 mg/dl per i pazienti con TIH e >= 265 mcmol/l o >= 3,0 mg/dl per pazienti, rispettivamente, con tumore e metastasi ossee) basale e di dati limitati di farmacocinetica in pazienti con grave compromissione renale basale (clearance della creatinina < 30 ml/min), l'uso non e' raccomandato in pazienti con compromissione renale grave. >>Insufficienza epatica. Poiche' i dati clinici disponibili nei pazienti con grave insufficienza epatica sono limitati, non e' possibile fornire raccomandazioni specifiche. >>Osteonecrosi della mascella. L'osteonecrosi della mascella e' stata riportata in pazienti, soprattutto in quelli con cancro, in trattamento con medicinali che inibiscono il riassorbimento osseo. Molti di questi pazienti erano trattati anche con chemioterapia e corticosteroidi. La maggioranza delle segnalazioni e' stata associata a procedure di chirurgia dentale come estrazione dentaria. Molti hanno presentato segni di infezione locale inclusa osteomielite. Considerare i seguenti fattori di rischio quando si valuta il rischio di sviluppo di ONJ: titolo del bisfosfonato (maggiore rischio per composti molto potenti), via di somministrazione (maggiore rischio per la somministrazione parenterale) e dose cumulativa, tumore, chemioterapia, radioterapia, corticosteroidi, fumo, anamnesi di patologie dentarie, scarsa igiene orale, malattie parodontali, interventi invasivi sui denti e dentiere non perfettamente calzanti. Prima di iniziare il trattamento in pazienti con concomitanti fattori di rischio considerare un esame odontoiatrico con leappropriate procedure dentistiche preventive. Durante il trattamento questi pazienti devono, se possibile, evitare procedure dentarie invasive. Nei pazienti che hanno sviluppato osteonecrosi della mascella durante la terapia, la chirurgia dentaria puo' esacerbare la condizione. In caso di necessita' di chirurgia dentale, non ci sono dati disponibili per suggerire che l'interruzione riduca il rischio di osteonecrosi della mascella. Valutare il rapporto rischi/benefici individuale. >>Dolore muscoloscheletrico. E' stato riportato, non frequentemente, dolore alle ossa, alle articolazioni e/o ai muscoli, grave e occasionalmente invalidante. Dopo l'inizio della terapia il tempo di insorgenza dei sintomi variava da un giorno a diversi mesi. La maggior parte dei pazienti ha avuto un'attenuazione dei sintomi dopo l'interruzione. Un sottogruppo ha avuto una recidiva dei sintomi se sottoposto ad un ulteriore trattamento con acido zoledronico o con un altro bisfosfonato. >>Fratture atipiche del femore. Sono state riportate fratture atipiche sottotrocanteriche e diafisarie del femore, principalmente in pazienti in terapia da lungo tempo con bisfosfonati per l'osteoporosi. Queste fratture trasversali o oblique corte possono verificarsi in qualsiasi parte del femore a partire da appena sotto il piccolo trocantere fino ad appena sopra la linea sovracondiloidea. Si verificano spontaneamente o dopo un trauma minimo e alcuni pazienti manifestano dolore alla cosciao all'inguine, spesso associato a evidenze di diagnostica per immagin i di fratture da stress, settimane o mesi prima del verificarsi di unafrattura femorale completa. Le fratture sono spesso bilaterali; nei p azienti trattati con bisfosfonati che hanno subito una frattura della diafisi femorale esaminare il femore controlaterale. E' stata riportata anche una limitata guarigione di queste fratture. Nei pazienti con sospetta frattura atipica femorale considerare l'interruzione in attesadi una valutazione sul rapporto rischi/benefici individuale. Informar e i pazienti di segnalare qualsiasi dolore alla coscia, all'anca o all'inguine e valutare qualsiasi paziente che manifesti tali sintomi per la presenza di un'incompleta frattura del femore. >>Eccipienti. Contiene 16 mmol (oppure 360 mg) di sodio per dose, da tenere in considerazione nei pazienti sottoposti a dieta iposodica.

Interazioni

Negli studi clinici l'acido zoledronico e' stato somministrato in concomitanza a farmaci antitumorali comunemente usati, diuretici, antibiotici e analgesici, senza che fossero osservate interazioni clinicamenteevidenti. In vitro l'acido zoledronico ha dimostrato di non legarsi a lle proteine plasmatiche in modo apprezzabile e non inibisce gli enzimi del citocromo P450, ma non sono stati effettuati studi clinici formali di interazione con altri medicinali. Si consiglia cautela nel caso in cui i bisfosfonati siano somministrati con aminoglicosidi poiche' entrambi i medicinali possono avere un effetto additivo che da' luogo ad una diminuzione della calcemia per periodi piu' prolungati di quantorichiesto. Si raccomanda cautela quando l'acido zoledronico viene som ministrato con altri farmaci potenzialmente nefrotossici. Prestare attenzione anche all'eventuale comparsa di ipomagnesiemia durante il trattamento. Nei pazienti con mieloma multiplo, il rischio di disfunzioni renali puo' essere aumentato quando i bisfosfonati per via endovenosa sono usati in combinazione con la talidomide. Sono stati riportati casi di osteonecrosi della mascella in pazienti trattati con acido zoledronico in concomitanza con medicinali anti-angiogenici.

Effetti collaterali

Entro tre giorni dalla somministrazione e' stata comunemente riportatauna reazione di fase acuta, con sintomi comprendenti dolore alle ossa , febbre, affaticamento, artralgia, mialgia e brividi; questi sintomi si sono risolti generalmente entro alcuni giorni. Eventi identificati come rischi importanti con l'uso: compromissione della funzionalita' renale, osteonecrosi della mascella, reazione di fase acuta, ipocalcemia, eventi avversi oculari, fibrillazione atriale, anafilassi. Le reazioni avverse di seguito elencate, tratte dagli studi clinici e da segnalazioni post-marketing, prevalentemente dopo somministrazione cronica di acido zoledronico a 4 mg, sono elencate con frequenza cosi' definita: molto comune (1/10), comune (1/100, Fratture atipiche del femore. Durante l'esperienza post-marketing sono state riportate, con frequenza rara, fratture atipiche sottotrocanteriche e diafisarie del femore (reazione avversa di classe dei bisfosfonati).

Gravidanza e allattamento

>>Gravidanza. Non vi sono dati adeguati provenienti dall'uso di acido zoledronico in donne in gravidanza. Gli studi sulla riproduzione effettuati con acido zoledronico sugli animali hanno mostrato una tossicita' riproduttiva. Il rischio potenziale per l'uomo non e' noto. L'acido zoledronico non deve essere usato durante la gravidanza. >>Allattament.o Non e' noto se l'acido zoledronico sia escreto nel latte materno. L'acido zoledronico e' controindicato durante l'allattamento. >>Fertilita'. L'acido zoledronico e' stato studiato nei ratti per i potenziali eventi avversi sulla fertilita' dei genitori e della generazione F1. Ha mostrato effetti farmacologici molto evidenti considerati correlati all'inibizione del composto sul metabolismo del calcio scheletrico, determinando ipocalcemia nel periparto, un effetto della classe dei bisfosfonati, distocia e anticipata chiusura dello studio. Per questo motivo tali risultati hanno precluso la determinazione definitiva degli effetti dell'acido zoledronico sulla fertilita' nell'uomo.

Prezzo

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