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Actilyse - Iv Fl 50mg+fl 50ml - foglio illustrativo

Forma: Polvere e solvente per soluzione iniettabile
Principio attivo: Alteplasi

Formulazioni

Actilyse - Iv Fl 50mg+fl 50ml Actilyse - Iv Fl 20mg+fl 20ml

Categoria farmacoterapeutica

Agente antitrombotico.

A cosa serve

Trattamento trombolitico nell'infarto miocardico acuto. regime di somministrazione in 90 minuti (accelerato): nei pazienti in cui il trattamento puo' essere iniziato entro 6 ore dall'insorgenza della sintomatologia. regime di somministrazione in 3 ore: nei pazienti in cui il trattamento puo' essere iniziato tra 6 e 12 ore dall'insorgenza della sintomatologia purche' la diagnosi sia stata confermata. Actilyse ha dimostrato di ridurre la mortalita' a 30 giorni nei pazienti con infarto miocardico acuto. Trattamento trombolitico nell'embolia polmonare massiva acuta con compromissione emodinamica. Ove possibile, la diagnosi deve essere confermata da metodi oggettivi invasivi quali angiografia polmonare o non invasivi come la scintigrafia polmonare. Non e' evidenziata riduzione della mortalita' e della morbilita' tardiva associata ad embolia polmonare. Trattamento fibrinolitico dell'ictus ischemico acuto. Il trattamento deve essere iniziato entro 3 ore dall'insorgenza dei sintomi dell'ictus e dopo aver escluso la presenza di emorragia intracranica mediante appropriate metodiche di imaging.

Controindicazioni

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Actilyse e' controindicato nei pazienti ad alto rischio di emorragia, ad esempio nei casi di: significativo disturbo di sanguinamento in atto o negli ultimi 6 mesi. diatesi emorragica nota. pazienti in trattamento con anticoagulanti orali, ad esempio warfarin sodico. sanguinamento recente o in atto, grave o pericoloso. storia di emorragia intracranica nota o sospetta. emorragia subaracnoidea sospetta o condizioni cliniche successive ad emorragia subaracnoidea da aneurisma. qualsiasi storia di danni al sistema nervoso centrale (come neoplasia, aneurisma, intervento. chirurgico cerebrale o spinale). Recente (meno di 10 giorni) massaggio cardiaco esterno in seguito a trauma, parto, puntura recente di un vaso sanguigno non comprimibile (ad esempio vena succlavia o giugulare). Ipertensione arteriosa grave non controllata. Endocardite batterica, pericardite. Pancreatite acuta. Malattia ulcerosa del tratto gastroenterico documentata negli ultimi 3 mesi, varici esofagee, aneurisma arterioso, malformazioni venose o arteriose. Neoplasia con aumentato rischio di emorragie. Grave epatopatia, compresa insufficienza epatica, cirrosi, ipertensione portale (varici esofagee) ed epatite attiva. Intervento chirurgico maggiore o trauma grave negli ultimi 3 mesi. Ulteriori controindicazioni nell'infarto miocardico acuto: qualsiasi storia nota di ictus emorragico o ictus di origine sconosciuta; storia nota di ictus ischemico o di attacco ischemico transitorio (TIA) nei 6 mesi precedenti, eccetto ictus ischemico acuto corrente entro 3 ore. Ulteriori controindicazioni nell'embolia polmonare acuta: qualsiasi storia nota di ictus emorragico o ictus di origine sconosciuta; storia nota di ictus ischemico o di attacco ischemico transitorio (TIA) nei 6 mesi precedenti, eccetto ictus ischemico acuto corrente entro 3 ore. Ulteriori controindicazioni nell'ictus ischemico acuto: insorgenza dei sintomi di attacco ischemico da piu' di 3 ore prima dell'inizio dell'infusione o quando il tempo di insorgenza della sintomatologia non e' noto, rapido miglioramento di deficit minore o sintomi neurologici prima dell'inizio dell'infusione ictus di grave entita' sulla base di valutazioni cliniche (es. NIHSS>25) e /o di adeguate tecniche di imaging, convulsioni all'insorgenza dell'ictus, evidenza di emorragia intracranica (ICH) all'esame TAC, sintomi indicativi di emorragia subaracnoidea, nonostante l'immagine alla TAC risulti negativa somministrazione di eparina entro le precedenti 48 ore ed un tempo di tromboplastina eccedente il normale limite superiore per il laboratorio, pazienti con qualsiasi storia di ictus e diabete concomitante ictus negli ultimi 3 mesi conta piastrinica inferiore a 100.000/mm3 pressione sistolica > 185 o PA diastolica > 110 mm Hg, o terapia aggressiva (farmacoterapia per via endovenosa) necessaria per riportare la PA entro questi limiti glicemia 400 mg/dl. Utilizzo nei bambini, adolescenti e nei pazienti anziani: Actilyse non e' indicato nel trattamento dell'ictus acuto nei pazienti pediatrici di eta' inferiore a 18 anni o nei pazienti adulti di eta' maggiore a 80 anni.

Posologia

A. deve essere somministrato il piu' precocemente possibile dall'insorgenza dei sintomi. Seguire le seguenti linee guida per il dosaggio. Il contenuto di un flaconcino per uso iniettabile di A. liofilizzato (20 mg o 50 mg) va disciolto, in condizioni asettiche, con acqua per preparazioni iniettabili secondo una delle seguenti modalita' per ottenere una concentrazione finale di alteplase 1 mg/ml o alteplase 2 mg/ml: Flaconcino di A.: 20 mg; 50 mg: Volume di acqua per preparazioni iniettabili da aggiungere al liofilizzato: Concentrazione finale (a) 1 mg alteplase/ml (ml): 20; 50. (b) 2 mg alteplase/ml (ml): 10; 25. La soluzione ricostituita deve quindi essere somministrata per via endovenosa. Puo' essere ulteriormente diluita con una soluzione sterile di sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%) per preparazioni iniettabili fino ad una concentrazione minima di 0,2 mg/ml. Una diluizione della soluzione ricostituita con acqua sterile per preparazioni iniettabili o in generale, l'uso di soluzioni di carboidrati per infusioni ad es. destrosio non sono raccomandati. A. non deve essere miscelato ad altri medicinali, ne' nello stesso flaconcino per infusione, ne' nella stessa via di infusione (neanche con eparina). L'esperienza nei bambini e negli adolescenti e' limitata. A. e' controindicato per il trattamento dell'ictus acuto in bambini ed adolescenti. Infarto miocardico: a) Regime di somministrazione in 90 minuti (accelerato) nei pazienti con infarto miocardico, nei quali il trattamento puo' essere iniziato entro 6 ore dall'insorgenza della sintomatologia: Concentrazione di alteplase: 1 mg/ml; 2 mg/ml. 15 mg come bolo endovenoso: 15; 7,5. 50 mg come infusione nei primi 30 minuti: 50; 25. Seguita da un'infusione di 35 mg nei successivi 60 minuti, fino ad una dose massima di 100 mg: 35; 17,5. Nei pazienti con peso corporeo inferiore a 65 kg la dose va aggiustata come segue: Concentrazione di alteplase: 1 mg/ml; 2 mg/ml. 15 mg come bolo endovenoso: 15; 7,5. ml/kg peso corporeo: e 0,75 mg/kg peso corporeo nei successivi 30 minuti (fino ad un massimo di 50 mg): 0,75; 0,375. Seguito da un'infusione di 0,5 mg/kg peso corporeo nei successivi 60 minuti (fino ad un massimo di 35 mg): 0,5; 0,25. b) Regime di somministrazione in 3 ore, per i pazienti da trattare nel periodo compreso tra 6 e 12 ore dall'insorgenza della sintomatologia: Concentrazione di alteplase: 1 mg/ml; 2 mg/ml. 10 mg come bolo endovenoso: 10; 5. 50 mg come infusione nella prima ora: 50; 25. Seguita da infusioni di 10 mg nei successivi 30 minuti, fino ad una dose massima di 100 mg in tre ore: 10; 5. Nei pazienti con peso corporeo inferiore a 65 kg la dose totale non deve superare 1,5 mg/kg. La dose massima di alteplase e' di 100 mg. Terapia aggiuntiva: La terapia antitrombotica aggiuntiva e' raccomandata in accordo alle attuali linee guida internazionali di trattamento relative alla gestione dei pazienti con infarto miocardico con elevazione del tratto ST; l'acido acetilsalicilico deve essere somministrato il prima possibile dopo l'insorgenza dei sintomi e continuato come trattamento cronico, se non controindicato. Embolia polmonare: Una dose totale di 100 mg di alteplase deve essere somministrata in 2 ore. La maggior parte dell'esperienza di impiego del farmaco si riferisce al seguente regime di somministrazione: Concentrazione di alteplase: 1 mg/ml 2 mg/ml: 10 mg come bolo endovenoso nei primi 1-2 minuti: 10; 5. Seguito da un'infusione endovenosa di 90 mg nelle successive due ore: 90; 45. Nei pazienti con un peso corporeo inferiore ai 65 kg la dose totale non deve superare 1,5 mg/kg. Terapia aggiuntiva: dopo trattamento con A., la terapia con eparina deve essere iniziata (o ripresa) quando i valori dell'aPTT sono inferiori al doppio del limite superiore normale. L'infusione deve essere regolata per mantenere l'aPTT fra 50 - 70 secondi (da 1,5 a 2,5 volte il valore di riferimento). Ictus ischemico acuto: Il trattamento deve essere effettuato da un medico specializzato nella cura delle patologie neurologiche. La dose raccomandata e' di 0,9 mg di alteplase/kg peso corporeo (massimo di 90 mg) somministrata come infusione endovenosa della durata di 60 minuti con il 10 % della dose complessiva somministrata come bolo endovenoso iniziale. Il trattamento con A. deve essere iniziato entro 3 ore dall'insorgenza dei sintomi. Terapia aggiuntiva: La sicurezza e l'efficacia dello schema terapeutico che prevede la somministrazione contemporanea di eparina ed acido acetilsalicilico entro le prime 24 ore dall'insorgenza dei sintomi non sono state sufficientemente valutate. La somministrazione di acido acetilsalicilico o di eparina per via endovenosa deve essere evitata nelle prime 24 ore dopo il trattamento con A.. Se l'eparina e' richiesta per altre indicazioni (per esempio prevenzione della trombosi venosa profonda) la dose non deve eccedere le 10.000 UI al giorno, e deve essere somministrata per via sottocutanea.

Avvertenze

Il trattamento trombolitico/fibrinolitico richiede un adeguato monitoraggio. A. deve essere utilizzato solamente da un medico addestrato ed esperto nei trattamenti trombolitici e dotato dei mezzi adatti al monitoraggio. Quando si somministra A. si raccomanda di avere a disposizione in tutte le circostanze attrezzature e farmacoterapie standard di rianimazione. Il rischio di emorragie intracraniche puo' aumentare nei pazienti anziani, quindi in questi pazienti la valutazione del rapporto rischio-beneficio deve essere considerata attentamente. Al momento l'esperienza di impiego di A. nei bambini e negli adolescenti e' limitata. Come per tutti i trombolitici, si devono valutare molto attentamente i benefici terapeutici attesi verso i potenziali rischi, specialmente nei casi di: piccoli traumi recenti, quali biopsie, puntura di grosso vaso sanguigno, iniezioni intramuscolari, massaggio cardiaco per la rianimazione. Evitare l'uso di cateteri rigidi. Ulteriori avvertenze speciali e precauzioni nell'infarto miocardico acuto: Non si deve somministrare una dose superiore a 100 mg di alteplase in quanto associata ad una aumentata incidenza di emorragia intracranica. Si deve prestare attenzione allo scopo di accertarsi che venga somministrata la dose di alteplase raccomandata. L'esperienza di risomministrazione di A. in soggetti trattati in precedenza e' limitata. Non si ritiene che A. possa causare reazioni anafilattiche. Qualora si sviluppasse una reazione anafilattoide, sospendere l'infusione ed adottare opportuna terapia. Si devono valutare molto attentamente i benefici attesi verso i potenziali rischi, specialmente nei pazienti con pressione arteriosa sistolica >160 mm Hg. Antagonisti della GPIIb/IIIa: L'uso concomitante di antagonisti della GPIIb/IIIa aumenta il rischio di sanguinamento. Ulteriori avvertenze speciali e precauzioni nell'embolia polmonare acuta: Le stesse indicate per l'infarto miocardico acuto. Ulteriori avvertenze speciali e precauzioni nell'ictus ischemico acuto: Speciali precauzioni d'impiego: Il trattamento deve essere effettuato solo da un medico addestrato ed esperto nella cura delle patologie neurologiche. Speciali avvertenze/situazioni con un ridotto rapporto beneficio/rischio. Rispetto alle altre indicazioni i pazienti con ictus ischemico acuto trattati con A. presentano un aumento marcato del rischio di emorragie intracraniche dato che il sanguinamento insorge prevalentemente all'interno dell'area infartuata. Cio' riguarda in particolare i seguenti casi: in generale tutte le situazioni che implicano un alto rischio di emorragia piccoli aneurismi asintomatici dei vasi sanguigni cerebralipazienti pre-trattati con acido acetilsalicilico (ASA) possono presentare un maggior rischio di emorragie intracraniche, specialmente se il trattamento con A. viene ritardato. Alteplase non deve essere somministrato ad un dosaggio superiore a 0,9 mg/kg di peso corporeo (max 90 mg) in previsione di un aumentato rischio di emorragia cerebrale. Il trattamento non deve essere iniziato dopo 3 ore dall'esordio dei sintomi a causa di uno sfavorevole rapporto beneficio/rischio prevalentemente dovuto alle seguenti ragioni: gli effetti positivi del trattamento diminuiscono in funzione del ritardo in particolare, in pazienti con precedente trattamento con ASA aumenta il tasso di mortalita' aumenta il rischio di emorragie sintomatiche. Durante la somministrazione e fino a 24 ore sembra giustificato un monitoraggio della pressione arteriosa (PA), e' inoltre raccomandato un trattamento antipertensivo per via endovenosa se la PA sistolica e' > 180 mm Hg o la PA diastolica e' >105mm Hg. Il beneficio terapeutico e' ridotto nei pazienti con storia di ictus o in quelli con diabete non controllato; percio' il rapporto rischio/beneficio in questi pazienti e' considerato meno favorevole, ma ancora positivo. Nei pazienti con ictus molto lieve il rischio supera il beneficio atteso. I pazienti con ictus molto grave sono a maggior rischio di emorragie intracraniche e di morte e non devono essere trattati. I pazienti con infarto esteso presentano un maggior rischio di esito sfavorevole, potendo andare incontro ad emorragie gravi o morte. In tali pazienti, il rapporto rischio/beneficio deve essere accuratamente valutato. Nei pazienti con ictus la probabilita' di un esito favorevole si riduce con l'aumentare dell'eta', della gravita' dell'ictus e della glicemia iniziale, mentre la probabilita' di disabilita' grave e di morte o di emorragie intracraniche rilevanti aumenta indipendentemente dal trattamento. Pazienti di eta' superiore ad 80 anni, pazienti con ictus grave (valutato clinicamente e/o con adeguate tecniche di imaging) e pazienti con glicemia < 50 mg/dl o > 400 mg/dl al basale non devono essere trattati con A.. Altre avvertenze speciali: La riperfusione dell'area ischemica puo' indurre, nella zona infartuata, edema cerebrale. A causa dell'aumentato rischio emorragico, il trattamento con antiaggreganti piastrinici non deve essere iniziato nelle prime 24 ore successive al trattamento trombolitico con alteplase.

Interazioni

Non sono stati effettuati studi formali di interazione con Actilyse e medicinali comunemente somministrati a pazienti con infarto miocardico acuto. Il rischio di emorragie aumenta se vengono somministrati derivati cumarinici, anticoagulanti orali, inibitori dell'aggregazione piastrinica, eparina non frazionata o eparina a basso peso molecolare (LMWH) o altri agenti che inibiscono la coagulazione (prima, durante o entro le prime 24 ore dopo il trattamento con Actilyse). Il trattamento concomitante con ACE inibitori puo' aumentare il rischio di reazioni anafilattoidi, poiche' nei casi in cui sono state descritte tali reazioni un numero relativamente elevato di pazienti aveva ricevuto contemporaneamente ACE inibitori. L'uso concomitante di antagonisti della GPIIb/IIIa aumenta il rischio di sanguinamento.

Effetti collaterali

La frequenza degli effetti indesiderati e' descritta utilizzando la convenzione MedDRA sulla frequenza*. *Convenzione MedDRA sulla frequenza. molto comune >1/10; comune >1/100, 1/1.000, 1/10.000, 1/10.000) inclusi casi isolati. Ad eccezione dell'emorragia intracranica come reazione avversa nell'indicazione ictus e dell'aritmia da riperfusione nell'indicazione infarto miocardico non ci sono ragioni mediche per supporre che il profilo qualitativo e quantitativo delle reazioni avverse di A. nelle indicazioni embolia polmonare e ictus ischemico acuto sia diverso dal profilo nell'indicazione infarto miocardico. Emorragia: La reazione avversa piu' frequentemente associata ad A. e' il sanguinamento, risultante in una diminuzione dei valori di ematocrito e/o emoglobina: molto comune: sanguinamento da lesioni dei vasi sanguigni (come ematoma), emorragia a livello del sito di iniezione (emorragia provocata da iniezione, ematoma nella zona di inserzione del catetere, emorragia a livello del sito di inserzione del catetere); comune: emorragia intracranica (come emorragia cerebrale, ematoma cerebrale, ictus emorragico, trasformazione emorragica dell'ictus, ematoma intracranico, emorragia subaracnoidea) nel trattamento dell'ictus ischemico acuto. L'emorragia sintomatica intracerebrale rappresenta la reazione avversa maggiore nel trattamento dell'ictus ischemico acuto (fino al 10% di pazienti senza alcun aumento della morbilita' o mortalita' complessiva); emorragia del tratto respiratorio (come emorragia della faringe, epistassi, emottisi); emorragia gastrointestinale (come emorragia gastrica, ulcera gastrica emorragica, emorragia rettale, ematemesi, melena, emorragia del cavo orale, sanguinamento gengivale); ecchimosi; emorragia urogenitale (come ematuria, emorragia del tratto urinario); necessita' di trasfusione di sangue; non comune: emorragia intracranica (come emorragia cerebrale, ematoma cerebrale, ictus emorragico, trasformazione emorragica dell'ictus, ematoma intracranico, emorragia subaracnoide) nel trattamento dell'infarto miocardico acuto e dell'embolia polmonare acuta; emopericardio; emorragia retroperitoneale (come ematoma retroperitoneale); raro: sanguinamento a carico di organi parenchimatosi (come emorragia epatica, emorragia polmonare) molto raro: emorragia oculare. Morte ed invalidita' permanente sono riportate nei pazienti che hanno avuto un ictus (compresa emorragia intracranica) e altri episodi gravi di emorragie. Nel caso di evento emorragico potenzialmente pericoloso, in particolare emorragia cerebrale, la terapia fibrinolitica deve essere interrotta. In generale, tuttavia, data la breve emivita di A. e il minimo effetto sui fattori sistemici della coagulazione, non e' necessario reintegrare i fattori di coagulazione. La maggior parte dei casi di emorragia possono essere controllati interrompendo la terapia trombolitica e anticoagulante, ripristinando il volume plasmatico, e applicando manualmente una pressione al vaso responsabile dell'emorragia. Se nelle 4 ore precedenti il fenomeno emorragico e' stata somministrata eparina, si deve prendere in considerazione la somministrazione di protamina. Nei rari casi che non rispondono a queste misure conservative, puo' essere opportuna una trasfusione, da effettuare con estrema cautela. La trasfusione di crioprecipitati, plasma fresco congelato e piastrine, deve essere rivalutata mediante esami clinici e di laboratorio dopo ogni somministrazione. Il livello di fibrinogeno da ottenere mediante infusione di crioprecipitati e' di 1 g/l. Come ultima alternativa sono disponibili gli agenti antifibrinolitici. Disturbi del sistema immunitario: non comune: reazioni di ipersensibilita' / reazioni anafilattoidi (es. rezioni allergiche inclusi eruzione cutanea, orticaria, broncospasmo, angioedema, Ipotensione, shock o qualsiasi altro sintomo associato a reazioni allergiche). molto raro: anafilassi grave. In rari casi e' stata osservata una transitoria formazione di anticorpi verso A. e con bassi titoli, ma non e' stata stabilita una rilevanza clinica di questi dati. Patologie del sistema nervoso molto raro: eventi correlati al sistema nervoso (es. crisi epilettica, convulsioni, afasia, disturbi del linguaggio, delirio, sindrome cerebrale acuta, agitazione, stato confusionale, depressione, psicosi) spesso associati a concomitanti eventi cerebrovascolari ischemici o emorragici. Patologie cardiache. Come con altri agenti trombolitici, sono stati riportati i seguenti eventi come conseguenza dell'infarto miocardico e / o della somministrazione di trombolitici. Molto comune: ischemia ricorrente / angina, ipotensione e insufficienza cardiaca / edema polmonare, aritmia da riperfusione, (come aritmia, extrasistole, blocco AV dal grado I fino al completo, fibrillazione atriale / flutter, bradicardia, tachicardia, aritmia ventricolare, tachicardia ventricolare / fibrillazione, dissociazione elettromeccanica [EMD]), comune: arresto cardiaco, shock cardiogeno e reinfarto. Non comune: rigurgito della valvola mitralica, embolia polmonare, altre embolie sistemiche / embolia cerebrale, alterazione del setto ventricolare. Questi eventi cardiaci possono essere pericolosi per la vita e possono condurre alla morte. Patologie vascolari: Non comune: embolia (embolizzazione trombotica) che puo' portare conseguenze a livello degli organi interessati. Patologie gastrointestinali: Comune: nausea, vomito. Esami diagnostici: molto comune: diminuzione della pressione sanguigna. Comune: aumento della temperatura corporea. Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura. Raro: embolia di grasso (embolizzazione di cristalli di colesterolo) che puo' portare conseguenze a livello degli organi interessati.

Gravidanza e allattamento

L'esperienza sull'impiego di alteplase durante la gravidanza e l'allattamento e' molto limitata. Gli studi effettuati negli animali hanno dimostrato tossicita' riproduttiva. Nei casi di malattia acuta e pericolosa per la vita i benefici attesi devono essere valutati verso i potenziali rischi. Non e' noto se alteplase sia escreto nel latte materno.

Prezzo

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