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Akis - 5f Iniett 50mg/Ml - foglio illustrativo

Forma: Soluzione iniettabile
Principio attivo: Diclofenac Sodico

Denominazione

AKIS

Formulazioni

Akis - 5f Iniett 25mg/Ml Akis - 5f Iniett 50mg/Ml Akis - 5f Iniett 75mg/Ml

Categoria farmacoterapeutica

Farmaci antiinfiammatori ed antireumatici non steroidei.

Principio attivo

Diclofenac sodico.

Eccipienti

Idrossipropilbetaciclodestrina, polisorbato 20, acqua per preparazioniiniettabili.

A cosa serve

Il farmaco soluzione iniettabile e' indicato negli episodi dolorosi acuti, quali coliche renali, esacerbazioni di osteoartrite e artrite reumatoide, mal di schiena acuto, attacchi acuti di gotta, trauma acuto efratture, dolore post-operatorio; il medicinale e' indicato negli adu lti; l'uso nei bambini non e' raccomandato.

Controindicazioni

Ipersensibilita' nota al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti; ulcera gastrica attiva o intestinale, sanguinamento o perforazione; storia di emorragia gastrointestinale o perforazione dopo assunzione di farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS); emorragia/ulcera peptica ricorrenti attive o pregresse (due o piu' distinti episodidi dimostrata ulcerazione o sanguinamento); ultimo trimestre di gravi danza; grave insufficienza epatica, grave insufficienza renale o graveinsufficienza cardiaca; come altri anti-infiammatori non steroidei (F ANS), diclofenac e' anche controindicato in pazienti nei quali si sonoverificati, dopo assunzione di acido acetilsalicilico o di altri FANS , attacchi asmatici, orticaria o riniti acute; problemi di emostasi o trattamenti anticoagulanti in corso (solo per la somministrazione intramuscolare); insufficienza cardiaca congestizia conclamata (classe II-IV dell'NYHA), cardiopatia ischemica, arteriopatia periferica e/o vasculopatia cerebrale.

Posologia

Gli effetti indesiderati possono essere ridotti al minimo somministrando la minima dose efficace per la minima durata necessaria per controllare i sintomi. Adulti: la soluzione iniettabile puo' essere somministrata per via intramuscolare o sottocutanea. Il medicinale e' indicato solo per trattamenti brevi e non deve essere usato per piu' di due giorni. In caso di dolore lieve o moderato e' sufficiente l'utilizzo del dosaggio piu' basso. Una dose di 75 mg puo' essere necessaria in caso di dolore severo, come le coliche renali. Eccezionalmente ed in casi gravi, si puo' somministrare una seconda dose di 75 mg dopo sei ore. Ildosaggio massimo giornaliero (24 h) non deve superare 150 mg. Se e' n ecessaria piu' di un'iniezione (fino a un massimo giornaliero di 150 mg), e' consigliabile cambiare sito di somministrazione nelle iniezionisuccessive. Se necessario, e' possibile usare un'iniezione di medicin ale con altre formulazioni di diclofenac, fino a un dosaggio massimo giornaliero di 150 mg. Anziani: sono soggetti a un rischio maggiore di effetti indesiderati. Se e' necessario un trattamento con FANS, e' consigliato l'uso della minima dose efficace per la minima durata possibile di trattamento. Il paziente dovrebbe essere monitorato regolarmenteper escludere emorragie gastrointestinali durante l'uso di FANS. La d ose massima raccomandata giornaliera per la soluzione iniettabile e' di 150 mg. Pazienti con problemi renali: l'idrossipropilbetaciclodestrina (HPbetaCD), un eccipiente del farmaco soluzione iniettabile e' eliminato principalmente attraverso filtrazione glomerulare. Percio', i pazienti con gravi problemi renali (con una clearance della creatinina inferiore ai 30 ml/min) non dovrebbero essere trattati con il medicinale. I pazienti con problemi renali non gravi devono essere trattati conla piu' bassa dose efficace. Popolazione pediatrica: la sicurezza e l 'efficacia del prodotto nei bambini di eta' compresa tra 0 e 18 anni non sono state ancora stabilite. Modo di somministrazione: la soluzioneiniettabile deve essere somministrata solo da personale medico. Puo' essere somministrato per via intramuscolare o sottocutanea in tessuto sano e pulito. Deve essere usata un'unica iniezione anziche' due per ottenere una dose stabilita. Ad esempio deve essere usata una singola iniezione da 75 mg piuttosto che una da 25 mg e una da 50 mg oppure un'iniezione da 50 mg piuttosto che due da 25 mg. Intramuscolare: osservare le seguenti istruzioni per la somministrazione intramuscolare per evitare di danneggiare un nervo o altri tessuti al sito di iniezione. L'iniezione deve essere praticata in profondita' nel quadrante supero-esterno della natica. Se sono necessarie due iniezioni al giorno, e' consigliato cambiare lato di somministrazione per la a seconda iniezione. Il prodotto deve essere iniettato lentamente per minimizzare il danno locale ai tessuti. Sottocutaneo: l'iniezione deve essere praticata nel tessuto sottocutaneo, preferibilmente nella parte alta dei glutei onella parte alta della coscia. Se sono necessarie due iniezioni al gi orno, e' consigliabile alternare l'area di iniezione tra i glutei e lacoscia. L'ago deve essere introdotto interamente nello spessore della plica cutanea che si forma tra pollice e indice. Assicurarsi di non p enetrare in un vaso sanguigno. Il prodotto deve essere somministrato lentamente e a velocita' costante. La plica deve essere mantenuta per tutta la durata dell'iniezione. Il medicinale non deve essere iniettatoper via endovenosa (e.v.).

Conservazione

Conservare a temperatura inferiore a 25 gradi C; non refrigerare o congelare; conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

Avvertenze

Gli effetti indesiderati possono essere ridotti al minimo somministrando la minima dose efficace per la minima durata necessaria per controllare i sintomi. Evitare l'uso di diclofenac in concomitanza con altri FANS sistemici, a causa della mancanza di qualsiasi evidenza che dimostri benefici sinergici e sulla base di potenziali effetti indesideratiadditivi. E' richiesta cautela negli anziani. In particolare, nei paz ienti anziani fragili o in quelli con un basso peso corporeo, si raccomanda l'utilizzo della minima dose efficace. Possono in rari casi verificarsi anche reazioni allergiche, comprese reazioni anafilattiche/anafilattoidi. Diclofenac puo' mascherare i segni e i sintomi di infezioni a causa delle sue proprieta' farmacodinamiche. Durante il trattamento, sono state riportate e possono comparire in qualsiasi momento, con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi gastrointestinali, emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione,che possono essere fatali. Esse hanno in genere conseguenze piu' grav i negli anziani. In tali casi interrompere il medicinale. Usare particolare cautela nel prescrivere diclofenac a pazienti con sintomi indicativi di disordini gastrointestinali (GI) o con una storia indicativa di ulcerazioni gastriche o intestinali, sanguinamento o perforazione. Il rischio di sanguinamento gastrointestinale e' piu' alto con dosi aumentate di FANS e in pazienti con storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o perforazione. Gli anziani hanno una frequenza maggiore di reazioni avverse. Per ridurre il rischio di tossicita' GI inpazienti con una storia di ulcera, in particolare se complicata da em orragia o perforazione, e negli anziani iniziare il trattamento e mantenerlo con la minima dose efficace. Considerare l'uso concomitante di agenti protettori per questi pazienti e anche per pazienti che richiedono l'uso concomitante di medicinali contenenti basse dosi di acido acetilsalicilico (ASA/aspirina) o altri medicinali che probabilmente possono aumentare il rischio gastrointestinale. Pazienti con una storia di tossicita' gastrointestinale, devono riferire qualsiasi sintomo gastrointestinale inusuale. E' raccomandata cautela in pazienti che assumono medicinali concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o sanguinamento. Anche in pazienti con colite ulcerosa o morbodi Crohn esercitare cautela poiche' tali condizioni possono essere es acerbate. In caso di prescrizione di Diclofenac a pazienti affetti da insufficienza epatica e' necessaria stretta sorveglianza medica in quanto la loro condizione puo' essere esacerbata. Il diclofenac puo' aumentare i valori di uno o piu' enzimi epatici. Durante trattamenti prolungati con diclofenac sono indicati come misura precauzionale regolari controlli della funzionalita' epatica. Se i parametri di funzionalita'epatica risultano persistentemente alterati o peggiorati, se si svilu ppano segni clinici o sintomi consistenti di epatopatia, o se si verificano altre manifestazioni, interrompere il trattamento. Un'epatite con l'uso di diclofenac puo' verificarsi senza sintomi prodromici. Porreparticolare cautela nell'uso di diclofenac nei pazienti con porfiria epatica, in quanto potrebbe scatenare un attacco. Poiche' in associazione alla terapia con FANS, sono stati riportati ritenzione di fluidi ed edema e' richiesta particolare cautela in caso di insufficienza cardiaca o renale, storia di ipertensione, negli anziani, in pazienti in trattamento concomitante con diuretici o con medicinali che possano influire significativamente sulla funzionalita' renale e in quei pazienticon una sostanziale deplezione del volume extracellulare dovuta a qua lsiasi causa. In tali casi, quando si somministra Diclofenac si raccomanda per precauzione il monitoraggio della funzionalita' renale. L'interruzione della terapia e' normalmente seguita da un ritorno alle condizioni pre- trattamento. Il componente HPbCD e' eliminato principalmente nei reni attraverso filtrazione glomerulare. Percio', non trattare i pazienti con gravi problemi renali con la soluzione iniettabile. Trattare i pazienti con problemi renali non gravi con la piu' bassa dose efficace. Gravi reazioni cutanee alcune delle quali fatali, sono stateriportate molto raramente in associazione con l'uso dei FANS. Nelle p rime fasi della terapia i pazienti sembrano essere a piu' alto rischio: l'insorgenza della reazione si verifica nella maggior parte dei casientro il primo mese di trattamento. Interrompere il farmaco alla prim a comparsa di rash cutaneo, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilita'. Un adeguato monitoraggio ed opportune istruzioni sono necessarie nei pazienti con storia di ipertensione e/o insufficienza cardiaca congestizia da lieve a moderata poiche' in associazione al trattamento con FANS sono stati riscontrati ritenzione di liquidi, ed edema. Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l'usodi diclofenac puo' essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi. Trattare i pazienti che presentano si gnificativi fattori di rischio di eventi cardiovascolari con diclofenac solo dopo attenta considerazione. Dato che i rischi cardiovascolari del diclofenac possono aumentare con la dose e la durata dell'esposizione, usare la minima durata possibile e la minima dose giornaliera efficace. Durante trattamenti prolungati, sono raccomandati controlli della crasi ematica. Diclofenac puo' inibire temporaneamente l'aggregazione piastrinica. Monitorare i pazienti con difetti di emostasi. In seguito a ritenzione idrica o ad effetti sull'eritropoiesi, puo' insorgereanemia. Di conseguenza e' opportuno monitorare i livelli di emoglobin a ed ematocrito in seguito a sintomi di anemia. Puo' verificarsi iperpotassemia in pazienti diabetici o in aggiunta a farmaci potassio-risparmiatori. In pazienti con asma, rinite allergica stagionale, rigonfiamento della mucosa nasale, malattie polmonari ostruttive croniche o infezioni croniche del tratto respiratorio, sono piu' frequenti che in altri pazienti reazioni ai FANS quali esacerbazioni dell'asma, edema di Quincke o orticaria. Si raccomanda pertanto speciale precauzione in tali pazienti. Questo vale anche per i pazienti allergici ad altre sostanze. In pazienti con lupus eritematoso sistemico (LSE) e malattie miste del tessuto connettivo, potrebbe esistere un rischio maggiore di meningite asettica. Eseguire le iniezioni secondo rigorose norme di asepsi e antisepsi. Non somministrare il farmaco per piu' di 2 giorni. Dopo2 giorni di terapia, e' opportuno valutare la necessita' di passare a ll'impiego di altri FANS e, se e' richiesto un trattamento a lungo termine con tali medicinali, monitorare i pazienti per escludere disfunzioni renali ed epatiche o anomalie nella crasi ematica. Queste misure sono particolarmente importanti negli anziani.

Interazioni

Le seguenti interazioni includono quelle osservate con diclofenac in compresse gastroresistenti e/o con altre forme farmaceutiche di diclofenac. Litio: i FANS possono elevare le concentrazioni plasmatiche di litio a causa di una escrezione renale di litio ridotta. Se e' necessario l'uso concomitante, si raccomanda il monitoraggio dei livelli sierici di litio all'inizio, durante l'aggiustamento e alla fine del trattamento con diclofenac. Digossina: se somministrato in concomitanza, diclofenac puo' elevare le concentrazioni plasmatiche di digossina. Si raccomanda il monitoraggio dei livelli sierici di digossina. Diuretici, ACE inibitori e antagonisti dell'angiotensina-II: i FANS possono ridurre l'effetto antipertensivo dei diuretici e di altri farmaci antipertensivi, (quali i betabloccanti o (ACE) inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina). In alcuni pazienti con funzione renale compromessa (pazienti disidratati o anziani con funzione renale compromessa),la concomitanza di un ACE inibitore o di un antagonista dell'angioten sina-II e agenti che inibiscono la ciclo- ossigenasi puo' causare un'ulteriore compromissione della funzione renale, inclusa l'insufficienzarenale acuta, solitamente reversibile. Quindi, la combinazione deve e ssere assunta con cautela, soprattutto negli anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale dopo l'inizio della terapia concomitante e in seguito periodicamente. Il trattamento concomitante con farmaci risparmiatori di potassio puo' essere associato con un aumentodei livelli serici di potassio, che deve essere pertanto monitorato f requentemente. Altri FANS, corticosteroidi e acido acetilsalicilico: l'uso concomitante di diclofenac e di altri anti-infiammatori non steroidei sistemici, corticosteroidi o acido acetilsalicilico non e' raccomandato poiche' puo' aumentare l'incidenza di effetti indesiderati gastrointestinali. Anticoagulanti ed eparina (somministrati negli anziani o a dosi terapeutiche): si raccomanda cautela in quanto la somministrazione contemporanea potrebbe aumentare il rischio di sanguinamento mediante inibizione dell'aggregazione piastrinica o danno alla mucosa gastrointestinale. I FANS possono aumentare gli effetti di anticoagulanticome warfarin ed eparina. L'uso di eparina non e' raccomandato per la somministrazione ad anziani o a dosi terapeutiche. Se un uso concomit ante non puo' essere evitato e' necessario un attento monitoraggio tramite rapporto internazionale normalizzato (INR). Sebbene dai dati delle sperimentazioni cliniche non vi sia alcuna indicazione di un'influenza di diclofenac sull'effetto degli anticoagulanti, ci sono state isolate segnalazioni di un aumentato rischio di emorragia in pazienti riceventi diclofenac in concomitanza con anticoagulanti. Per questi pazienti si raccomanda quindi un attento monitoraggio. Trombolitici ed agenti antiaggreganti: si raccomanda cautela in quanto la somministrazione contemporanea con FANS potrebbe aumentare il rischio di sanguinamento a causa di un'inibizione della funzione piastrinica e di un danneggiamento della mucosa gastroduodonale. Inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs): la somministrazione contemporanea di FANS sistemici, incluso diclofenac, e SSRIs puo' aumentare il rischio di sanguinamento gastrointestinale. Antidiabetici: gli studi clinici hanno dimostrato che il diclofenac puo' essere somministrato insieme ad antidiabetici orali senza che ne influenzi l'effetto clinico. Tuttavia, sono stati riportati casi isolati di effetto sia ipo- sia iperglicemizzante,con la necessita' di modificare la posologia degli agenti antidiabeti ci somministrati durante il trattamento con diclofenac. Per questo motivo, in caso di terapia concomitante, si raccomanda come misura precauzionale il monitoraggio dei livelli ematici di glucosio. Metotrexato: diclofenac puo' inibire la liberazione tubulare renale di metotrexato aumentandone i livelli. E' raccomandata cautela quando i FANS, inclusodiclofenac, sono somministrati meno di 24 ore prima o dopo un trattam ento con metotrexato poiche' le concentrazioni ematiche di metotrexatoe di conseguenza la tossicita' di questa sostanza possono aumentare. Un monitoraggio settimanale della crasi ematica durante le prime settimane di trattamento concomitante e' raccomandato. Il monitoraggio dovrebbe essere prolungato nei pazienti con funzione renale compromessa e negli anziani. Pemetrexed in pazienti con una funzione renale normale CLcr> 80 ml/min: aumentato rischio di tossicita' del pemetrexed dovutoad una sua ridotta eliminazione. E' raccomandato un monitoraggio biol ogico della funzione renale. Inibitori della calcineurina (ciclosporina, tacrolimus): per i loro effetti sulle prostaglandine renali, i FANSpossono aumentare la nefrotossicita' degli inibitori della calcineuri na. Durante il trattamento concomitante e' raccomandato il monitoraggio della funzione renale, soprattutto negli anziani. Deferasirox: l'usoconcomitante di FANS e deferasirox potrebbe accrescere il rischio di tossicita' gastrointestinale. L'associazione di questi medicinali richiede un attento monitoraggio clinico. Antibatterici chinolonici: sono stati segnalati casi isolati di convulsioni, probabilmente dovuti all'uso concomitante dei chinoloni e dei FANS. Fenitoina: quando si utilizza fenitoina insieme a diclofenac, si raccomanda il monitoraggio delleconcentrazioni plasmatiche di fenitoina per via di un'accresciuta esp osizione a questa sostanza. Colestipolo e colestiramina: questi agentipossono indurre un ritardo o una diminuzione nell'assorbimento di dic lofenac. Quindi, si raccomanda di somministrare il diclofenac almeno un'ora prima o 4-6 ore dopo la somministrazione di colestipolo/colestiramina. Potenti inibitori del CYP2C9: si raccomanda cautela quando si prescrive il diclofenac in associazione con potenti inibitori del CYP2C9 (come sulfinpirazone e voriconazolo), che potrebbero provocare un significativo aumento del picco di concentrazione plasmatica ed esposizione a diclofenac dovuti ad un'inibizione del metabolismo di quest'ultimo. Mifepristone: non devono essere somministrati FANS per 8-12 giornidopo la somministrazione di mifespristone, poiche' potrebbero ridurre gli effetti del mifepristone. Zidovudina: aumentato rischio di tossic ita' ematologica in trattamento concomitante con FANS. Esistono evidenze di aumentato rischio di emartro ed ematomi in emofilici sieropositivi riceventi un trattamento concomitante di zidovudina e ibuprofene. Anche se largamente legato alle proteine, AKIS non interferisce con il legame proteico di: salicilati, tolbutamide, prednisolone.

Effetti collaterali

I piu' comuni effetti indesiderati osservati durante gli studi clinicicon il farmaco sono di natura gastrointestinale o reazioni al sito di iniezione generalmente lievi e transitorie. I risultati degli studi c linici suggeriscono che l'uso di diclofenac in soluzione iniettabile e' associato a reazioni al sito di iniezione, come dolore ed ematoma. La frequenza delle reazioni avverse al sito di iniezione e' risultata significativamente piu' bassa con le dosi di 25 e 50 mg rispetto a quelle di 75 mg. Dopo una somministrazione di diclofenac sono stati anche riportati: nausea, vomito, diarrea e costipazione. Le reazioni avversedi seguito elencate sono in accordo alla classificazione MedDRA per c lasse organo sistemica (SOC) e per frequenza di osservazione, in accordo alla seguente convenzione: molto comune (>1/10); comune (>= 1/100, < 1/10); non comune (>= 1/1.000, < 1/100); raro (>= 1/10.000, < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000), non note. Patologie del sistema nervoso. Non comune: capogiri, cefalea. Patologie gastrointestinali. Comune: nausea; non comune: diarrea, vomito, costipazione, gastrite. Patologie epatobiliari. Non comune: aumento degli enzimi epatici. Patologie dellacute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: prurito. Patologie siste miche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: reazioni al sito di iniezione. Si e' utilizzato il termine MedDRA piu' appropriato per descrivere una specifica reazione. I sinonimi e lecondizioni correlate non elencati devono comunque essere considerati come previsti. Le reazioni avverse sono elencate per frequenza, per prima la piu' frequente, utilizzando la seguente convenzione: molto comune (>1/10); comune (? 1/100, < 1/10); non comune (? 1/1.000, < 1/100);raro (? 1/10.000, < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000), non note: non possono essere stimate dai dati disponibili. I seguenti effetti indesiderati includono quelli riportati con l'uso a breve o a lungo termine.Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto raro: trombocitopenia, leucopenia, anemia (compresa l'anemia emolitica e aplastica), agranulocitosi. Disturbi del sistema immunitario. Raro: ipersensibilita', reazioni anafilattiche e anafilattoidi (comprese ipotensione e shock); molto raro: edema angioneurotico (incluso edema facciale). Disturbi psichiatrici. Molto raro: disorientamento, depressione, insonnia, incubi, irritabilita', reazioni psicotiche. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea, capogiri; raro: sonnolenza; molto raro: parestesie, compromissione della memoria, convulsioni, ansieta', tremori, meningite asettica, alterazioni del gusto, accidenti cerebrovascolari. Patologie dell'occhio. Molto raro: disturbi della visione, visione offuscata, diplopia. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Comune: vertigini; molto raro: tinnito, peggioramento dell'udito. Patologie cardiache. Molto raro: palpitazioni, dolore toracico, insufficienza cardiaca, infarto miocardico. Patologie vascolari. Molto raro: ipertensione, vasculite. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Raro: asma (compresadispnea); molto raro: polmonite. Patologie gastrointestinali. Comune: nausea, vomito diarrea, dispepsia, dolore addominale, flatulenza, ano ressia; raro: gastrite, emorragia gastrointestinale, ematemesi, diarrea emorragica, melena, ulcera gastriointestinale (con o senza sanguinamento o perforazione); molto raro: colite (compresa colite emorragica ed esacerbazione di colite ulcerativa o morbo di Crohn), costipazione, stomatite (inclusa stomatite ulcerativa), glossite, disturbi esofagei,stenosi intestinale diaframma-simile, pancreatite. Patologie epatobil iari. Comune: aumento delle transaminasi; raro: epatite, ittero, disturbi epatici; molto raro: epatite fulminante, necrosi epatica, insufficienza epatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: rash; raro: orticaria; molto raro: eruzioni bollose, eczema, eritema, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi tossica epidermica (sindrome di Lyell), dermatite esfoliativa, perdita di capelli, reazione di fotosensibilita', porpora, porpora allergica, prurito.Patologie renali e urinarie. Molto raro: insufficienza renale acuta, ematuria, proteinuria, sindrome nefrotica, nefriti interstiziali, necrosi papillare renale. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: reazioni al sito di iniezione, dolore al sito di iniezione, indurimento al sito di iniezione; raro: necrosi al sito di iniezione Edema. Infezioni ed infestazioni. Molto raro: ascesso al sito d'iniezione. Sperimentazioni cliniche e dati epidemiologici indicano in modo coerente un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (per esempio, infarto miocardico o ictus) associati all'uso di diclofenac, soprattutto ad alte dosi (150 mg/di') e al trattamento a lungo termine. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.

Gravidanza e allattamento

L'inibizione della sintesi di prostaglandine puo' influire negativamente sulla gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto spontaneo edi malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l'uso di un inibitor e della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. E' stato ritenuto che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post-impianto e di mortalita' embrione-fetale. Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, e' stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico. Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, il diclofenac non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessari. Se il diclofenac e' usato da una donna in attesa di concepimento,o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, la dose deve es sere mantenuta piu' bassa possibile e la durata del trattamento piu' breve possibile. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a: tossicita' cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); disfunzione renale, che puo' progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios; la madre e il neonato, alla fine della gravidanza a: possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che puo' occorrere anche a dosi molto basse; inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio. Conseguentemente, il diclofenac e' controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza Il diclofenac passa nel latte materno in piccole quantita'. Pertanto, il diclofenac non deveessere somministrato durante l'allattamento per evitare effetti indes iderati nel lattante. L'uso di diclofenac puo' alterare la fertilita' femminile e non e' raccomandato in donne che desiderino concepire. Deve essere considerata la sospensione di diclofenac in donne che abbianodifficolta' di concepimento o che siano sottoposte ad accertamenti su ll'infertilita'.

Prezzo

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