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Aliflus - Inal 120d 25/50mcg - foglio illustrativo

Forma: Sospensione pressurizzata per inalazione
Principio attivo: Salmeterolo Xinafoato/Fluticasone Propionato

Denominazione

ALIFLUS

Formulazioni

Aliflus - Inal 120d 25/50mcg Aliflus - Inal 120d 25/125mcg Aliflus - Inal 120d 25/250mcg

Categoria farmacoterapeutica

Andrenergici per aerosol.

Principio attivo

Salmeterolo e fluticasone.

Eccipienti

Norflurano (HFA134a).

A cosa serve

Trattamento regolare dell'asma quando l'uso di un medicinale di associazione (beta-2-agonista a lunga durata d'azione e corticosteroide per via inalatoria) e' appropriato: in pazienti che non sono adeguatamentecontrollati con corticosteroidi per via inalatoria e con beta-2-agoni sti a breve durata d'azione usati "al bisogno"; oppure in pazienti chesono gia' adeguatamente controllati sia con corticosteroidi per via i nalatoria sia con beta-2-agonisti a lunga durata d'azione.

Controindicazioni

Ipersensibilita' ad uno dei principi attivi o all'eccipiente.

Posologia

Solo per uso inalatorio. L'assunzione giornaliera del farmaco, al finedi ricavarne il miglior beneficio, e' necessaria anche quando non si presentano sintomi di asma. I pazienti devono essere sottoposti ad un controllo medico regolare. La dose deve corrispondere alla dose piu' bassa con la quale viene mantenuto un efficace controllo dei sintomi. In alternativa, i pazienti che richiedano una terapia con un beta-2-agonista a lunga durata d'azione possono passare al trattamento con il farmaco somministrato una volta al giorno. La mono- somministrazione giornaliera deve essere effettuata alla sera se il paziente ha precedentidi sintomi notturni, ed al mattino qualora il paziente abbia preceden ti di sintomi prevalentemente diurni. La formulazione da 25 mcg/50 mcgnon e' appropriata per il trattamento dell'asma grave nei bambini e n egli adulti. Se per un paziente si rende necessaria la somministrazione di dosaggi al di fuori di quelli consigliati, dovranno essere somministrate dosi appropriate di beta agonista e/o corticosteroide. Adulti ed adolescenti di eta' >12 anni: due inalazioni da 25 mcg di salmeterolo e 50 mcg di fluticasone propionato due volte al giorno, oppure due inalazioni da 25 mcg di salmeterolo e 125 mcg di fluticasone propionato due volte al giorno, oppure due inalazioni da 25 mcg di salmeterolo e 250 mcg di fluticasone propionato due volte al giorno. In adulti o adolescenti con asma persistente moderata puo' essere presa in considerazione una terapia iniziale di mantenimento per un breve periodo di prova. In questi casi, la dose iniziale raccomandata e' di due inalazioni di 25 mcg di salmeterolo e 50 mcg di fluticasone propionato due volte al giorno. Una volta raggiunto il controllo dell'asma, deve essere considerata la possibilita' di passare alla somministrazione di una terapia con il solo corticosteroide per via inalatoria, rendendo necessario regolare controllo del paziente. In generale la terapia con corticosteroidi inalatori resta il trattamento di prima linea per la maggior parte dei pazienti. Il farmaco non e' indicato per il trattamento iniziale dell'asma lieve. La formulazione da 25 mcg/50 mcg non e' appropriata in adulti e bambini con asma grave; si raccomanda di stabilire il dosaggio appropriato di corticosteroide inalatorio prima di impiegare una qualsiasi associazione fissa. Bambini di eta' >= 4 anni: due inalazioni di 25 mcg di salmeterolo e 50 mcg di fluticasone propionato due volte al giorno; la dose massima autorizzata di fluticasone propionatoe' di 100 mcg due volte al giorno. Non esistono dati disponibili rela tivi all'uso della sospensione pressurizzata per inalazione in bambinidi eta' inferiore a 4 anni. I bambini di eta' < 12 anni possono avere delle difficolta' nel sincronizzare l'uso dell'erogatore aerosol con l'inspirazione; si raccomanda l'impiego di un apparecchio distanziatore. Uno studio clinico recente ha dimostrato che pazienti pediatrici che usavano l'apparecchio distanziatore raggiungevano un'esposizione simile a quella degli adulti che non usavano l'apparecchio distanziatore;cio' conferma che gli apparecchi distanziatori compensano la non adeg uata tecnica inalatoria; inoltre la loro tecnica di inalazione deve essere controllata per assicurare una distribuzione ottimale del farmacoai polmoni. Passare dall'uso di un apparecchio distanziatore all'altr o puo' dar luogo a modifiche della dose distribuita ai polmoni. Si deve sempre rivalutare la minima dose efficace quando venga introdotto inuso un apparecchio inalatore o ne venga adottato un altro. Non e' nec essario aggiustare la dose in pazienti anziani o nei pazienti con compromissione renale. Non vi sono dati disponibili sull'uso del medicinale in pazienti con compromissione epatica. Durante l'inalazione il paziente deve preferibilmente stare in posizione eretta o seduto. L'inalatore e' stato progettato per un impiego in posizione verticale. Prima di utilizzare per la prima volta l'inalatore togliere il cappuccio protettivo del boccaglio stringendolo leggermente ai lati, agitare bene l'inalatore, tenere l'inalatore tra le dita e il pollice con il pollice alla base, sotto il boccaglio, quindi effettuare spruzzi nell'aria fino a che il contatore indica il numero 120, per accertarsi che funzioni; questa operazione va effettuata anche quando l'inalatore non sia stato utilizzato da una settimana o piu'. Ogni volta che l'inalatore viene attivato il contatore di dosi diminuira' di una unita'. Uso dell'inalatore: rimuovere il coperchio del boccaglio premendo delicatamente i lati del coperchio; controllare l'interno e l'esterno dell'inalatore, compreso il boccaglio, per verificare la presenza di corpi staccati; agitare bene l'inalatore per assicurarsi di rimuovere qualsiasi corpo staccato e che il contenuto dell'inalatore sia miscelato in modo uniforme; tenere l'inalatore in posizione verticale; espirare per quanto possibile e porre il boccaglio in bocca in mezzo ai denti e chiudervi le labbra intorno, senza mordere il boccaglio; dopo aver iniziato ad inspirare attraverso la bocca, premere con fermezza la parte superiore dell'inalatore per rilasciare il prodotto continuando ad inspirare costantemente e profondamente; trattenendo il respiro, togliere l'inalatore dalla bocca e sollevare il dito dalla parte superiore dell'inalatore, e continuare a trattenere il respiro il piu' a lungo possibile; per assumere una seconda inalazione, attendere circa mezzo minuto prima di ripetere le operazioni; rimettere immediatamente il coperchio del boccaglio nella posizione corretta premendo con fermezza e facendolo scattare. Non e' richiesta una pressione eccessiva, e il coperchio si posizionera' con uno scatto. E' importante che il paziente inizi ad inspirare il piu' lentamente possibile prima di premere l'inalatore. Se osserva una "nebbiolina" che proviene dalla parte superiore o dai lati dell'inalatore si deve ripetere l'operazione. E' necessario che il pazientesi procuri una nuova confezione di medicinale quando il contatore di dosi mostra il numero 020. Il contatore si fermera' sullo 000 quando tutte le dosi previste siano state impiegate, caso in cui si deve sostituire l'inalatore. L'inalatore deve essere pulito almeno una volta alla settimana. Rimuovere il cappuccio protettivo del boccaglio. Non rimuovere il contenitore dall'inalatore in materiale plastico. Asciugare l'interno e l'esterno del boccaglio e dell'inalatore plastico con un panno o con un tessuto asciutto. Rimettere il coperchio protettivo sul boccaglio nella posizione corretta. Non immergere il contenitore metallico in acqua.

Conservazione

Riposizionare il coperchio sul boccaglio con fermezza e farlo scattare. Il contenitore contiene un liquido pressurizzato. Non conservare a temperatura superiore ai 25 gradi C. Il contenitore non deve essere bucato, rotto o bruciato anche se apparentemente vuoto. L'effetto terapeutico di questo medicinale puo' diminuire quando il contenitore e' freddo.

Avvertenze

Il trattamento dell'asma deve essere eseguito normalmente sulla base di un programma graduale e la risposta del paziente deve essere controllata sia clinicamente sia mediante test di funzionalita' polmonare. Ilfarmaco non deve essere usato per il trattamento dei sintomi dell'asm a acuta per cui e' necessario un broncodilatatore a rapida insorgenza ed a breve durata d'azione. I pazienti non devono iniziare la terapia durante un episodio di riacutizzazione dell'asma o se hanno un peggioramento significativo dell'asma. Durante il trattamento si possono verificare eventi avversi gravi correlati all'asma ed episodi di riacutizzazione. I pazienti devono proseguire il trattamento e sottoporsi a controllo medico se i sintomi dell'asma rimangono non controllati o peggiorano dopo l'inizio della terapia. L'aumento dell'uso di broncodilatatori a breve durata d'azione per il sollievo dei sintomi dell'asma e' indice di un peggioramento del controllo dell'asma. Si deve prendere inconsiderazione la possibilita' di aumentare il dosaggio, e puo' esser e presa in considerazione la possibilita' di somministrare una terapiacorticosteroidea addizionale. Una volta che i sintomi dell'asma siano controllati, si puo' prendere in considerazione l'opportunita' di rid urre gradualmente la dose, e da questo momento e' importante controllare regolarmente i pazienti. Il trattamento non deve essere interrotto bruscamente. Il medicinale deve essere somministrato con cautela a pazienti con tubercolosi polmonare. Raramente, a dosi terapeutiche elevate, il farmaco puo' causare aritmie cardiache ad esempio tachicardia sopraventricolare, extrasistoli e fibrillazione atriale, ed una lieve riduzione transitoria del potassio sierico. Vi sono state segnalazioni molto rare di aumenti dei livelli della glicemia. Si puo' verificare broncospasmo paradosso con un immediato aumento del respiro affannoso dopo l'assunzione della dose. Si deve immediatamente sospendere la terapia, verificare le condizioni del paziente ed istituire, se necessario,una terapia alternativa. In particolare nei pazienti dove esiste moti vo di supporre che la funzione surrenale sia compromessa da una precedente terapia steroidea sistemica, il passaggio alla terapia con il farmaco deve essere effettuato con cautela. E' molto meno probabile che gli effetti avversi si verifichino rispetto a quanto avviene con i corticosteroidi orali. I possibili effetti sistemici includono: sindrome di Cushing, aspetto Cushingoide, soppressione surrenalica, diminuzione della densita' minerale ossea, cataratta e glaucoma. Il trattamento prolungato di pazienti con corticosteroidi inalatori ad alte dosi puo' dar luogo a soppressione surrenalica e crisi surrenalica acuta. Sono stati anche descritti casi molto rari di soppressione surrenalica e crisi surrenalica acuta con dosi di fluticasone propionato fra 500 e meno di 1000 mcg. Situazioni che possono scatenare potenzialmente una crisisurrenalica acuta includono: traumi, interventi chirurgici, infezioni o qualsiasi riduzione rapida del dosaggio. I sintomi di esordio sono tipicamente vaghi e possono includere: anoressia, dolore addominale, perdita di peso, stanchezza, cefalea, nausea, vomito, ipotensione, diminuzione del livello di coscienza, ipoglicemia e convulsioni. Deve essere presa in considerazione la necessita' di effettuare una copertura addizionale con corticosteroide sistemico durante periodi di stress o in caso di chirurgia elettiva. L'assorbimento sistemico del salmeteroloe del fluticasone propionato avviene in massima parte attraverso i po lmoni. Dal momento che l'impiego di un apparecchio distanziatore con un inalatore pre-dosato puo' aumentare la distribuzione del farmaco ai polmoni, si deve considerare che cio' puo' condurre potenzialmente ad un aumento del rischio di eventi avversi. I benefici della terapia inalatoria con fluticasone propionato devono minimizzare la necessita' diricorrere alla terapia corticosteroidea orale, tuttavia i pazienti tr asferiti dalla terapia steroidea orale possono rimanere a rischio di compromessa funzionalita' della riserva surrenalica. Possono anche essere a rischio i pazienti che hanno richiesto in passato la somministrazione di corticosteroidi ad alte dosi in situazione di emergenza. Questa possibilita' di una compromissione residua deve essere sempre tenutapresente nelle situazioni di emergenza ed in quelle considerate in gr ado di produrre stress; in tali casi deve essere considerata un'appropriata terapia corticosteroidea. Il ritonavir puo' aumentare notevolmente la concentrazione di fluticasone propionato nel plasma. Pertanto, l'impiego concomitante deve essere evitato, a meno che il beneficio potenziale per il paziente non superi il rischio. Esiste anche un aumentodel rischio di effetti indesiderati sistemici quando si somministra c ontemporaneamente il fluticasone propionato con altri inibitori potenti del CYP3A. Nell'ambito di uno studio della durata di 3 anni, condotto in pazienti con Bronco pneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) che ricevevano il farmaco in confronto a placebo, si e' osservato un aumento delle segnalazioni di infezioni del tratto respiratorio inferiore. In uno studio della durata di 3 anni condotto in pazienti con BPCO, i pazienti piu' anziani, quelli con un indice di massa corporea piu' basso (

Interazioni

Devono essere evitati i beta-bloccanti selettivi e non selettivi nei pazienti con asma a meno che non sussistano ragioni che costringano al loro impiego. L'uso concomitante di altri farmaci che contengono beta adrenergici puo' dar luogo ad un effetto potenzialmente additivo. In condizioni normali, si raggiungono basse concentrazioni plasmatiche di fluticasone propionato a seguito di somministrazione per via inalatoria; cio' a causa dell'esteso metabolismo di primo passaggio e della elevata clearance sistemica mediati dal citocromo P450 3A4 nell'intestinoe nel fegato. Pertanto, sono improbabili interazioni clinicamente sig nificative mediate dal fluticasone propionato. In uno studio di interazione con fluticasone propionato somministrato per via intranasale in soggetti sani, il ritonavir (un inibitore molto potente del citocromo P450 3A4) alla dose di 100 mg due volte al giorno ha aumentato di parecchie centinaia di volte la concentrazione plasmatica di fluticasone propionato, dando luogo a concentrazioni notevolmente ridotte del cortisolo sierico. Non sono disponibili informazioni circa questo tipo di interazione per il fluticasone propionato somministrato per via inalatoria, ma ci si aspetta un notevole aumento dei livelli plasmatici di fluticasone propionato. Sono stati segnalati casi di sindrome di Cushinge di soppressione surrenalica. La somministrazione concomitante deve essere evitata a meno che i benefici non superino l'aumento dei rischi. In un piccolo studio condotto in volontari sani, il ketoconazolo, inibitore leggermente meno potente del CYP3A ha aumentato del 150% l'esposizione al fluticasone propionato dopo una inalazione singola. Cio' ha dato luogo a riduzione del cortisolo plasmatico superiore a quella che si osserva con il fluticasone propionato da solo. Ci si attende cheanche il trattamento concomitante con altri potenti inibitori del CYP 3A, come l'itraconazolo, dia luogo ad un aumento dell'esposizione sistemica al fluticasone propionato ed al rischio di effetti indesiderati sistemici. Si raccomanda cautela ed il trattamento a lungo termine contali farmaci deve essere, se possibile, evitato. La somministrazione concomitante di ketoconazolo (400 mg una volta al giorno per via orale) e di salmeterolo (50 mcg due volte al giorno per via inalatoria) ha dato luogo ad un significativo incremento dell'esposizione di salmeterolo nel plasma (1,4 volte la Cmax e 15 volte l'AUC). Cio' puo' portaread un aumento dell'incidenza di altri effetti sistemici da trattament o con salmeterolo (ad es. prolungamento dell'intervallo QTc e palpitazioni) in confronto al trattamento con solo salmeterolo o solo ketoconazolo. Non sono stati notati effetti clinicamente significativi sulla pressione sanguigna, sulla frequenza cardiaca, sui livelli di glucosio e di potassio nel sangue. La somministrazione contemporanea di ketoconazolo non ha aumentato l'emivita di eliminazione di salmeterolo o aumentato l'accumulo di salmeterolo per dosi ripetute. La somministrazioneconcomitante di ketoconazolo deve essere evitata, a meno che i benefi ci superino i rischi per il trattamento con salmeterolo. E' probabile che vi sia un analogo rischio di interazione con altri potenti inibitori del citocromo CYP3A4. La co-somministrazione di eritromicina (500 mg tre volte al giorno per via orale) e di salmeterolo (50 mcg due volte al giorno per via inalatoria) ha dato luogo ad un piccolo ma non statisticamente significativo aumento dell'esposizione a salmeterolo (1,4volte la Cmax e 1,2 volte l'AUC). La somministrazione concomitante di eritromicina non e' stata associata ad alcun grave effetto avverso.

Effetti collaterali

Infezioni ed infestazioni. Comune: candidiasi della bocca e della gola, polmonite, bronchite. Disturbi del sistema immunitario. Non comune: reazioni di ipersensibilita' cutanea; molto raro: angioedema (principalmente del viso ed edema orofaringeo), sintomi respiratori (dispnea e/o broncospasmo), reazioni anafilattiche incluso shock anafilattico. Patologie endocrine. Molto raro: sindrome di Cushing, aspetto Cushingoide, soppressione surrenalica, ritardo della crescita in bambini ed adolescenti, diminuzione della densita' minerale ossea. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: ipokaliemia; comune: iperglicemia. Disturbi psichiatrici. Molto raro: ansia, disturbi del sonno e modifiche comportamentali, incluse iperattivita' e irritabilita' (particolarmente nei bambini). Patologie del sistema nervoso. Molto comune: cefalea; comune: tremori. Patologie dell'occhio. Molto raro: cataratta, glaucoma. Patologie cardiache. Comune: palpitazioni; non comune: tachicardia; molto raro: aritmie cardiache (incluse fibrillazione atriale, tachicardia sopraventricolare ed extrasistoli). Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Molto comune: rinofaringite; comune: irritazione della gola, raucedine/disfonia, sinusite; molto raro: broncospasmoparadosso. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: c ontusioni. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comune: crampi muscolari, fratture traumatiche; molto raro: artralgia, mialgia. Sono stati segnalati gli effetti indesiderati farmacologici del trattamento con beta-2-agonisti, quali: tremore, palpitazioni e cefalea, che tendono ad essere transitori ed a ridursi con la regolare terapia. A causa del componente fluticasone propionato in alcuni pazienti si possono verificare raucedine e candidiasi (mughetto) della bocca e della gola. La raucedine e la candidiasi possono essere alleviate facendo gargarismi con acqua dopo l'uso del medicinale. La candidiasi sintomatica puo' essere trattata con terapia topica antifunginamentre si prosegue il trattamento con il medicinale. Popolazione pedi atrica: i possibili effetti sistemici includono la sindrome di Cushing, l' aspetto Cushingoide, la soppressione surrenalica e il ritardo della crescita. I bambini possono anche riportare episodi di ansia, disturbi del sonno e modifiche comportamentali, incluse iperattivita' e irritabilita'.

Gravidanza e allattamento

Non vi sono dati nell'uomo. Tuttavia, studi nell'animale hanno mostrato che non c'e nessun effetto del salmeterolo e del fluticasone propionato sulla fertilita'. Una moderata quantita' di dati su donne in gravidanza (fra 300-1000 esiti di gravidanza) indica nessuna tossicita' relativa a malformazioni o tossicita' feto/neonatale da parte di salmeterolo e fluticasone propionato. Studi nell'animale hanno mostrato tossicita' riproduttiva a seguito di somministrazione di beta-2-agonisti adrenergici e glucocorticoidi. La somministrazione di farmaco nelle donnein stato di gravidanza deve essere presa in considerazione solo nel c aso in cui il beneficio atteso per la madre sia maggiore dei possibilirischi per il feto. Nel trattamento di donne in gravidanza deve esser e impiegata la piu' bassa dose efficace di fluticasone propionato necessaria a mantenere un adeguato controllo dell'asma. Non e' noto se salmeterolo e fluticasone propionato/loro metaboliti siano escreti nel latte umano. Gli studi hanno dimostrato che salmeterolo e fluticasone propionato, e loro metaboliti, sono escreti nel latte di ratti che allattano. Non puo' essere escluso un rischio in neonati allattati al seno.Deve essere deciso se smettere di allattare al seno o sospendere la t erapia tenendo conto del beneficio dell'allattamento al seno per il bambino e del beneficio della terapia per la donna.

Prezzo

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