facebook vkontakte e signs star-full

Amaryl - 30cpr 2mg - foglio illustrativo

Forma: Compresse divisibili
Principio attivo: Glimepiride

Denominazione

AMARYL COMPRESSE

Formulazioni

Amaryl - 30cpr 2mg Amaryl - 30cpr 3mg Amaryl - 30cpr 4mg

Categoria farmacoterapeutica

Ipoglicemizzanti, escluse le insuline: sulfonamidi, derivati dell'urea.

Principio attivo

Glimepiride.

Eccipienti

Lattosio monoidrato, carbossimetilamido sodico (tipo A), magnesio stearato, cellulosa microcristallina, povidone 25000. Compressa da 1 mg: ferro ossido rosso (E172). Compressa da 2 mg: ferro ossido giallo (E172) e carminio indaco aluminium lake (E132). Compressa da 3 mg: ferro ossido giallo (E172). Compressa da 4 mg: carminio indaco aluminium lake (E132).

A cosa serve

Trattamento del diabete mellito di tipo 2, quando la dieta, l'esercizio fisico e la riduzione di peso corporeo da soli non sono sufficienti.

Controindicazioni

Ipersensibilita' alla glimepiride, altre sulfaniluree o sulfonamidi o ad uno qualsiasi degli eccipienti; diabete insulino- dipendente; coma diabetico; chetoacidosi; gravi patologie della funzionalita' renale o epatica. E' richiesta una sostituzione con insulina in caso di gravi patologie della funzionalita' renale o epatica.

Posologia

Per uso orale. Alla base di un trattamento ottimale del diabete ci deve essere una dieta controllata, un regolare esercizio fisico, oltre alsistematico controllo della glicemia e della glicosuria. Gli antidiab etici orali o l'insulina, non possono compensare il mancato rispetto della dieta da parte del paziente. La dose viene determinata in base aivalori di glucosio nel sangue e nelle urine. La dose iniziale e' di 1 mg di glimepiride al giorno. Se il controllo raggiunto e' soddisfacen te questa posologia puo' essere adottata come terapia di mantenimento.Per i differenti regimi posologici sono disponibili appropriati dosag gi. Se il controllo non e' soddisfacente la dose deve essere aumentatosulla base del controllo glicemico, in modo graduale con un intervall o, per ogni aumento, di circa 1-2 settimane, fino a 2, 3 o 4 mg di glimepiride al giorno. Una dose superiore a 4 mg al giorno di glimepirideporta a risultati terapeutici migliori solo in casi eccezionali. La d ose massima raccomandata di glimepiride e' di 6 mg al giorno. Nei pazienti non adeguatamente controllati con la dose massima giornaliera di metformina, puo' essere iniziata una terapia concomitante con glimepiride. Mentre si mantiene costante la dose di metformina, si inizia la terapia con glimepiride con dosi basse, aumentando tali dosi fino al raggiungimento del compenso metabolico desiderato fino alla dose massimagiornaliera. La terapia combinata deve essere iniziata sotto stretto controllo medico. In pazienti non adeguatamente controllati con il massimo della dose giornaliera del farmaco, se necessario puo' essere iniziata una terapia insulinica concomitante. Mentre si mantiene costantela dose di glimepiride, si inizia la terapia con insulina con dosi ba sse, aumentando tali dosi fino al raggiungimento del compenso metabolico desiderato. La terapia combinata deve essere iniziata sotto attentocontrollo medico. Normalmente e' sufficiente una dose unica giornalie ra di glimepiride. Si raccomanda che questa dose venga assunta poco prima o durante una ricca prima colazione, o altrimenti, subito prima o durante il pasto principale. Nel caso ci si dimentichi di assumere unadose non si deve correggere la dimenticanza assumendo successivamente una dose maggiore. Se in un paziente si verifica una reazione ipoglic emica con la dose di 1 mg di glimepiride al giorno, significa che talepaziente puo' essere controllato con la sola dieta. Nel corso del tra ttamento la richiesta di glimepiride puo' diminuire, dato che il miglioramento nel controllo del diabete e' associato ad una aumentata sensibilita' all'insulina. Per evitare la comparsa di ipoglicemia si devonopertanto valutare una tempestiva riduzione della posologia o una sosp ensione della terapia. Una modifica della posologia puo' rendersi necessaria anche in caso di modificazione di peso del paziente, di un cambiamento nello stile di vita, e nel caso in cui altri fattori incrementino il rischio di ipoglicemia o iperglicemia. Passaggio da altri antidiabetici orali al farmaco: generalmente si puo' effettuare il passaggio da altri antidiabetici orali al prodotto. Per il passaggio al medicinale devono essere considerate l'efficacia e l'emivita del precedente medicinale. In alcuni casi, specialmente con gli antidiabetici con lunga emivita (per esempio clorpropamide), e' consigliabile un periodo diinterruzione di alcuni giorni al fine di minimizzare il rischio di re azioni ipoglicemiche dovute ad un effetto additivo. La dose iniziale raccomandata e' di 1 mg di glimepiride al giorno. In base alla rispostaterapeutica, la dose di glimepiride puo' essere incrementata gradualm ente cosi' come indicato in precedenza. Passaggio dall'uso di insulinaal prodotto. In casi eccezionali in pazienti affetti da diabete di ti po 2, controllati con insulina, puo' essere indicato il passaggio al farmaco. Il passaggio deve avvenire sotto stretto controllo medico. Popolazione pediatrica: non ci sono dati disponibili sull'uso di glimepiride in pazienti al di sotto di 8 anni. Per bambini da 8 a 17 anni, ci sono dati limitati su glimepiride in monoterapia. I dati di sicurezza ed efficacia disponibili nella popolazione pediatrica sono insufficienti e pertanto tale uso non e' raccomandato. Metodo di somministrazione: le compresse vanno ingerite con un po' di liquido senza masticarle.

Conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 30 gradi C. Conservare nellaconfezione originale per proteggere il medicinale dall'umidita'.

Avvertenze

Il farmaco deve essere assunto poco prima o durante un pasto. Quando ipasti vengono assunti ad orari irregolari o addirittura non vengono c onsumati, il trattamento puo' determinare ipoglicemia. I possibili sintomi di ipoglicemia comprendono: cefalea, fame vorace, nausea, vomito,stanchezza, sonnolenza, disturbi del sonno, irrequietezza, aggressivi ta', difficolta' di concentrazione, alterazione dello stato di vigilanza e del tempo di reazione, depressione, confusione, disturbi della parola e della vista, afasia, tremore, paresi, disturbi sensori, capogiri, debolezza, perdita dell'autocontrollo, delirio, convulsioni cerebrali, sonnolenza e perdita di coscienza fino ed incluso il coma, respirazione superficiale e bradicardia. Inoltre possono presentarsi segni della contro-regolazione adrenergica quali sudorazione, pelle umida, ansieta', tachicardia, ipertensione, palpitazioni, angina pectoris ed aritmie cardiache. Il quadro clinico di un grave attacco ipoglicemico puo' assomigliare a quello di un ictus. I sintomi quasi sempre possono essere rapidamente controllati con l'assunzione immediata di carboidrati(zucchero). I dolcificanti artificiali sono inefficaci. Dall'esperien za con altre sulfaniluree e' noto che, nonostante l'iniziale successo delle contromisure, l'ipoglicemia puo' ricomparire. Un'ipoglicemia grave o prolungata, controllata solo temporaneamente dalla somministrazione di quantitativi usuali di zucchero, richiede un trattamento medico immediato e, occasionalmente, l'ospedalizzazione. I fattori che favoriscono l'ipoglicemia includono: scarsa cooperazione o, piu' comunementenei pazienti piu' anziani, incapacita' del paziente a cooperare, maln utrizione, irregolarita' nell'orario dei pasti, pasti omessi o periodidi digiuno, modifica della dieta, squilibrio tra attivita' fisica e a ssunzione di carboidrati, consumo di alcolici, in particolare se concomitante a mancato consumo del pasto, compromissione della funzione renale, grave disfunzione epatica, sovradosaggio del prodotto, alcune patologie del sistema endocrino non compensate che influiscono sul metabolismo dei carboidrati o sulla contro-regolazione di un'ipoglicemia (come ad esempio in alcuni disturbi della funzionalita' tiroidea e dell'ipofisi anteriore o in caso di insufficienza surrenalica), contemporanea somministrazione di alcuni altri prodotti medicinali. Il trattamentocon il farmaco richiede controlli regolari dei livelli di glucosio em atico e urinario. Inoltre si raccomanda la determinazione della percentuale di emoglobina glicosilata. Durante il trattamento con il prodotto si richiede un controllo regolare dei valori ematici (specialmente dei leucociti e dei trombociti) ed epatici. In situazioni di stress (quali ad esempio traumi, operazioni chirurgiche, infezioni con febbre, ecc.) puo' essere indicato il passaggio temporaneo all'insulina. Non esistono sufficienti esperienze relative all'uso in pazienti con grave compromissione epatica o in pazienti in dialisi. Nei pazienti con gravecompromissione della funzione epatica o renale e' indicato il passagg io all'insulina. Il trattamento con sulfaniluree di pazienti con deficit di G6PD puo' portare ad anemia emolitica. Dal momento che la glimepiride appartiene alla classe delle sulfaniluree, si deve prestare cautela in pazienti con deficit di G6PD e deve essere considerata una alternativa che non sia una sulfanilurea. Contiene lattosio monoidrato. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

Interazioni

Se glimepiride viene somministrata contemporaneamente ad alcuni medicinali possono verificarsi sia aumenti che diminuzioni indesiderate dell'azione ipoglicemizzante di glimepiride. Per questo motivo, altri medicinali devono essere assunti solo dopo aver avvertito il medico o dietro sua prescrizione. Glimepiride e' metabolizzata dal citocromo P450 2C9 (CYP2C9). E' noto che il suo metabolismo e' influenzato dalla somministrazione concomitante di induttori del CYP2C9 o di inibitori. I risultati di uno studio di interazioni in vivo riportato in letteratura, hanno dimostrato che l'AUC della glimepiride e' quasi raddoppiata in presenza di fluconazolo, che e' uno dei piu' potenti inibitori del CYP2C9. Sulla base dell'esperienza maturata con glimepiride e con altre sulfaniluree devono essere menzionate le interazioni di seguito riportate. Un potenziamento dell'effetto ipoglicemizzante e, pertanto, in alcuni casi reazioni ipoglicemiche possono manifestarsi con l'assunzione di uno dei seguenti medicinali, per esempio: fenilbutazone, azapropazone e ossifenbutazone, insuline e altri prodotti antidiabetici orali, come metformina, salicilati e acido para-amino-salicilico, steroidi anabolizzanti e ormoni sessuali maschili, cloramfenicolo, alcune sulfonamidi ad azione protratta, tetracicline, antibiotici chinolonici e claritromicina anticoagulanti cumarinici, fenfluramina, disopiramide, fibrati, ACE- inibitori, fluoxetina, MAO-inibitori, allopurinolo, probenecid, sulfinpirazone, simpaticolitici, ciclofosfamide, trofosfamide e ifosfamidi, miconazolo, fluconazolo, pentossifillina (alte dosi parenterali), tritoqualina. Una diminuzione dell'azione ipoglicemizzante e conseguente aumento della glicemia possono verificarsi con l'assunzione di uno dei seguenti prodotti medicinali, per esempio: estrogeni e progestinici, saluretici, diuretici tiazidici, agenti stimolanti la tiroide, glucocorticoidi, derivati fenotiazinici, clorpromazina, adrenalina e simpaticomimetici, acido nicotinico (a dosi elevate) e derivati dell'acido nicotinico, lassativi (dopo un uso protratto), fenitoina, diazossido, glucagone, barbiturici e rifampicina, acetazolamide. Gli H2-antagonisti, i beta-bloccanti, la clonidina e la reserpina possono indurre sia un aumento che una diminuzione dell'effetto ipoglicemizzante. Sottol'influenza di medicinali simpaticolitici quali i beta-bloccanti, la clonidina, la guanetidina e la reserpina gli effetti di una contro-regolazione adrenergica dell'ipoglicemia possono essere ridotti o assenti. L'assunzione di alcool puo' potenziare o ridurre l'azione ipoglicemizzante della glimepiride in modo non prevedibile. La glimepiride puo' sia potenziare che ridurre gli effetti dei derivati cumarinici. Colesevelam si lega alla glimepiride e riduce l'assorbimento di glimepiride dal tratto gastro-intestinale. Non si sono osservate interazioni quando glimepiride e' stata assunta almeno 4 ore prima di colesevelam. Pertanto, si deve somministrare glimepiride almeno 4 ore prima di colesevelam.

Effetti collaterali

Frequenze reazioni avverse: molto comune >=1/10; comune >=1/100, =1/1.000, =1/10.000,

Gravidanza e allattamento

Rischio correlato al diabete: in corso di gravidanza concentrazioni diglucosio ematico fuori della norma sono associate ad una maggiore inc idenza di anomalie congenite e mortalita' perinatale. Pertanto la glicemia deve essere strettamente monitorata durante la gravidanza per evitare il rischio di teratogenesi. In tali circostanze e' richiesto l'uso di insulina. Le pazienti che intendono avere una gravidanza devono informarne il proprio medico. Rischio correlato a glimepiride: non vi sono dati sufficienti derivanti dall'uso di glimepiride in donne in stato di gravidanza. Studi su animali hanno dimostrato tossicita' riproduttiva probabilmente correlata all'azione farmacologica (ipoglicemizzante) della glimepiride. Pertanto, glimepiride non deve essere utilizzata durante l'intero periodo della gravidanza. Se la paziente in terapiacon glimepiride intende iniziare una gravidanza o nel caso in cui ven ga accertata una gravidanza, il trattamento deve essere sostituito conuna terapia insulinica appena possibile. Non e' noto se avvenga escre zione nel latte umano. La glimepiride e' escreta nel latte di ratto. Poiche' altre sulfaniluree passano nel latte materno e vi e' il rischiodi ipoglicemia nel lattante, l'allattamento e' sconsigliato durante l a terapia con glimepiride.
Questo sito utilizza i cookie. Continuare a usare risorsa, accetti i termini e le politiche dell'elaborazione dei dati personali.