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Atenololo Clor He - 30cpr100+25m - foglio illustrativo

Forma: Compresse rivestite
Principio attivo: Atenololo/Clortalidone

Denominazione

ATENOLOLO CLORTALIDONE HEXAL 100 MG + 25 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

Formulazioni

Atenololo Clor He - 30cpr100+25m

Categoria farmacoterapeutica

Betabloccanti ed altri diuretici.

Principio attivo

Atenololo e clortalidone.

Eccipienti

Nucleo della compressa: amido di mais, magnesio carbonato, sodio laurilsolfato, idrossipropilcellulosa, sodio carbossimetilamido, magnesio stearato. Rivestimento della compressa: lattosio, idrossipropilmetilcellulosa, titanio biossido (E 171), polietilenglicole 4000.

A cosa serve

Ipertensione arteriosa; l'impiego del medicinale e' indicato soprattutto in quelle forme di ipertensione insufficientemente controllate dalla sola monoterapia.

Controindicazioni

Ipersensibilita' ai principi attivi (o a medicinali derivati dalla sulfonamide) o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati; blocco atrioventricolare di secondo o terzo grado; sindrome del seno malato; bradicardia; insufficienza cardiaca non controllata; shock cardiogeno; gotta manifesta; epatopatie gravi; ipotensione; gravi disturbi della circolazione arteriosa periferica; insufficienza renale grave; acidosi metabolica; feocromocitoma non trattato; gravidanza e allattamento.

Posologia

Adulti: 1 compressa al giorno. La maggior parte dei pazienti con ipertensione arteriosa risponde adeguatamente alla somministrazione di una compressa al giorno di medicinale. Qualora la risposta non sia considerata soddisfacente, e' necessario associare un altro antiipertensivo quale un vasodilatatore, in quanto l'incremento del dosaggio del farmaco induce un modesto, se non nullo, effetto antiipertensivo aggiuntivo.I pazienti gia' in trattamento con altri medicinali antiipertensivi p ossono essere trasferiti direttamente al farmaco, fatta eccezione per preparati a base di clonidina. Pazienti con danno renale: a causa delle caratteristiche del componente clortalidone, il medicinale presenta un'efficacia ridotta nei pazienti con insufficienza renale. Pertanto questa associazione a dose fissa non deve essere somministrata a pazienti con danno renale grave. Anziani: in questo gruppo di pazienti il dosaggio necessario per esplicare l'azione terapeutica, e' spesso piu' basso. Bambini: non esistono esperienze cliniche relative all'impiego pediatrico del prodotto; pertanto se ne sconsiglia la somministrazione ai bambini.

Conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

Avvertenze

A causa della presenza del beta-bloccante: sebbene controindicato nell'insufficienza cardiaca non controllata, puo' essere impiegato in pazienti i cui segni di insufficienza cardiaca siano sotto controllo. Si richiede cautela nella somministrazione del prodotto a pazienti con scarsa riserva cardiaca. Puo' aumentare il numero e la durata degli attacchi anginosi in pazienti con angina di Prinzmetal, a causa della vasocostrizione coronarica incontrollata mediata dagli alfa-recettori. Poiche' l'atenololo e' un beta-bloccante selettivo per i recettori beta-1,l'uso del medicinale puo' essere preso in considerazione, anche se oc corre usare la massima cautela. Nonostante la controindicazione all'uso del farmaco sia riferita a gravi disturbi della circolazione arteriosa periferica, la sua somministrazione puo' aggravare anche i disturbicircolatori arteriosi periferici meno gravi. A causa del suo effetto negativo sul tempo di conduzione, occorre usare cautela nella somministrazione del medicinale a pazienti con blocco cardiaco di primo grado.La somministrazione del prodotto puo' modificare i segni dell'ipoglic emia, come tachicardia, palpitazioni e sudorazione. Esso puo' inoltre mascherare i segni cardiovascolari della tireotossicosi. L'azione farmacologica del medicinale produce una riduzione della frequenza cardiaca. Nei rari casi in cui compaiono sintomi attribuibili ad una riduzione della frequenza cardiaca, si dovra' considerare una riduzione della dose del medicinale. Nei pazienti che soffrono di malattia cardiaca ischemica il trattamento non deve essere interrotto bruscamente. Nei pazienti con anamnesi di reazioni anafilattiche a diversi allergeni, la terapia puo' causare un aggravamento della risposta allergica a tali allergeni. Questi pazienti possono non rispondere adeguatamente alle normali dosi di adrenalina impiegate nel trattamento delle reazioni allergiche. In generale i pazienti affetti da malattia broncospastica non devono assumere beta-bloccanti a causa dell'aumento della resistenza delle vie aeree. L'atenololo e' un beta-bloccante beta-1 selettivo, tuttavia tale selettivita' non e' assoluta. Pertanto in questi pazienti e'necessaria la massima cautela e occorre somministrare la dose piu' ba ssa possibile di farmaco. In caso di un aumento della resistenza dellevie respiratorie, il medicinale deve essere sospeso e, se necessario, si deve somministrare al paziente un broncodilatatore (p. es. salbuta molo). Gli effetti sistemici dei beta-bloccanti orali possono essere amplificati dall'uso concomitante di beta-bloccanti oftalmici. Nei pazienti con feocromocitoma il farmaco deve essere somministrato solo dopoaver ottenuto il blocco dei recettori alfa. La pressione sanguigna de ve essere attentamente monitorata. Si richiede cautela nell'uso di anestetici in pazienti che assumono il prodotto. L'anestesista deve essere informato a riguardo e la scelta dell'anestetico deve ricadere su unagente con la minore attivita' inotropa negativa possibile. L'uso di beta-bloccanti con anestetici puo' causare l'attenuazione della tachicardia riflessa e aumentare il rischio di ipotensione. Si raccomanda dievitare l'uso di anestetici che causano depressione miocardica. A cau sa della presenza del clortalidone: controllare periodicamente e ad intervalli appropriati gli elettroliti plasmatici, in modo da rilevare un eventuale squilibrio elettrolitico ed in particolare l'ipopotassiemia e l'iponatriemia; si possono verificare ipopotassiemia e iponatriemia. Si raccomanda pertanto la misurazione degli elettroliti, specie neipazienti anziani, nei pazienti in terapia digitalica per insufficienz a cardiaca, in quanti seguono una dieta particolare (povera di potassio) o in quanti soffrono di disturbi gastrointestinali. Nei pazienti interapia digitalica l'ipopotassiemia puo' predisporre allo sviluppo di aritmie. Poiche' il clortalidone puo' modificare la tolleranza al glu cosio, i pazienti diabetici devono essere informati della possibilita'di un aumento dei livelli di glucosio. Si raccomanda un attento monit oraggio della glicemia nella fase iniziale della terapia e il controllo della glicosuria ad intervalli regolari nella terapia prolungata. Nei pazienti con compromissione epatica o malattia epatica progressiva, piccole alterazioni dell'equilibrio idroelettrolitico possono precipitare il coma epatico. Puo' verificarsi iperuricemia. Normalmente si verifica solo un lieve aumento dell'acido urico sierico, tuttavia se l'aumento perdura, l'impiego concomitante di un agente uricosurico puo' far regredire l'iperuricemia. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

Interazioni

A causa del componente atenololo: l'associazione di beta-bloccanti e calcio-antagonisti con effetti inotropi negativi, p. es. verapamil, diltiazem, puo' amplificare tali effetti specie in pazienti con funzione ventricolare ridotta e/o anomalie della conduzione seno- atriale o atrio-ventricolare. Cio' puo' portare a ipotensione grave, bradicardia e insufficienza cardiaca. Tra la somministrazione endovenosa di un betabloccante e di un calcio-antagonista devono intercorrere almeno 48 ore.I medicinali antiaritmici di classe I (p. es. disopiramide) e l'amiod arone possono potenziare l'effetto sul tempo di conduzione atriale e indurre un effetto inotropo negativo. I glicosidi digitalici, in associazione con i beta-bloccanti, possono prolungare il tempo di conduzioneatrioventricolare. I beta-bloccanti possono esacerbare l'ipertensione di rimbalzo che puo' seguire la sospensione della clonidina. Se i due medicinali sono somministrati contestualmente, il beta-bloccante deve essere sospeso diversi giorni prima di sospendere la clonidina. Se si sostituisce la clonidina con la terapia beta-bloccante, l'introduzion e dei beta-bloccanti deve avvenire diversi giorni dopo la sospensione della somministrazione di clonidina. L'uso contemporaneo di agenti simpatomimetici, come p. es. l'adrenalina, puo' neutralizzare l'effetto dei beta-bloccanti. L'uso concomitante di medicinali inibitori della sintesi delle prostaglandine (p. es. ibuprofene, indometacina) puo' diminuire l'effetto ipotensivo dei beta-bloccanti. A causa del componente clortalidone: il clortalidone puo' ridurre la clearance renale del litio, causando un aumento della concentrazione sierica di questa sostanza. Pertanto possono rendersi necessari aggiustamenti del dosaggio del litio. A causa dell'associazione di atenololo e clortalidone: la terapia concomitante con diidropiridine, come p. es. la nifedipina, puo' aumentare il rischio di ipotensione e, nei pazienti con insufficienza cardiaca latente, puo' subentrare insufficienza cardiaca. L'uso concomitante di baclofene puo' amplificare l'effetto antipertensivo e richiedere aggiustamenti di dosaggio.

Effetti collaterali

Negli studi clinici le possibili reazioni avverse sono normalmente attribuibili all'azione farmacologica dei componenti del medicinale. I seguenti effetti indesiderati, elencati per distretto corporeo, sono stati rilevati con le frequenze seguenti: molto comune (>= 1/10); comune (>= 1/100, < 1/10); non comune (>= 1/1.000, < 1/100); raro (>= 1/10.000, < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000); non nota. Patologie del sistema emolinfopoietico. Raro: porpora, trombocitopenia, leucopenia (correlata al clortalidone). Disturbi psichiatrici. Non comune: disturbi del sonno del tipo osservato con altri beta-bloccanti; raro: modificazionidell'umore, incubi, confusione, psicosi e allucinazioni. Patologie de l sistema nervoso. Raro: capogiri, mal di testa, parestesia. Patologiedell'occhio. Raro: secchezza oculare, disturbi visivi. Patologie card iache. Comune: bradicardia; raro: peggioramento dell'insufficienza cardiaca, peggioramento del blocco cardiaco. Patologie vascolari. Comune:estremita' fredde; raro: ipotensione posturale che puo' essere associ ata a sincope, peggioramento della claudicatio intermittens, se gia' presente, fenomeno di Raynaud in pazienti suscettibili. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Raro: in pazienti affetti da asma bronchiale o con anamnesi di disturbi asmatici puo' verificarsi broncospasmo. Patologie gastrointestinali. Comune: disturbi gastrointestinali (compresa nausea correlata al clortalidone); raro: secchezza della bocca; non nota: stitichezza. Patologie epatobiliari. Raro: tossicita' epatica, compresa colestasi intraepatica, pancreatite (correlata al clortalidone). Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Raro: alopecia, reazioni cutanee di tipo psoriasico, esacerbazione della psoriasi, eruzioni cutanee. Patologie del sistema muscolo scheletrico e deltessuto connettivo. Non nota: sindrome simil-lupoide. Patologie dell' apparato riproduttivo e della mammella. Raro: impotenza. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: affaticamento. Esami diagnostici. Comune (correlati al clortalidone): iperuricemia, iponatriemia, ipopotassiemia, riduzione della tolleranza al glucosio; non comune: aumento dei livelli di transaminasi; molto raro: e' stato osservato un aumento degli anticorpi antinucleo (ANA) la cui rilevanza clinica non e' tuttavia chiara. E' necessario prendere in considerazione la sospensione del medicinale qualora, in base alla valutazione clinica, il benessere del paziente sia negativamente influenzato da uno o piu effetti indesiderati tra quelli sopra elencati. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.

Gravidanza e allattamento

Il farmaco non deve essere somministrato durante la gravidanza e l'allattamento.

Prezzo

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