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Atenololo Clor Ra - 28cpr100+25 - foglio illustrativo

Forma: Compresse
Principio attivo: Atenololo/Clortalidone

Denominazione

ATENOLOLO CLORTALIDONE RATIOPHARM

Formulazioni

Atenololo Clor Ra - 28cpr100+25

Categoria farmacoterapeutica

Betabloccanti selettivi ed altri diuretici.

Principio attivo

Ogni compressa contiene: atenololo 100 mg, clortalidone 25 mg.

Eccipienti

Amido di mais, magnesio carbonato, sodio laurilsolfato, gelatina, magnesio stearato.

A cosa serve

Trattamento dell'ipertensione essenziale nei pazienti in cui la pressione arteriosa non e' adeguatamente controllata dalla sola monoterapia con atenololo o clortalidone.

Controindicazioni

Ipersensibilita' ai principi attivi (o derivati sulfonamidici) o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Non deve essere somministrato a pazienticon una qualsiasi delle seguenti condizioni: bradicardia; blocco atri oventricolare di secondo e terzo grado; insufficienza cardiaca non controllata; grave insufficienza nella funzione renale; shock cardiogeno;ipotensione; acidosi metabolica; gravi disturbi della circolazione ar teriosa periferica; disfunzione del nodo del seno; feocromocitoma non trattato; gravidanza e allattamento; gotta manifesta. I beta-bloccantinon devono essere associati a terapia con verapamil e diltiazem.

Posologia

Quando clinicamente appropriato, nei pazienti in cui la pressione arteriosa e' insufficientemente controllata puo' essere considerato il passaggio diretto dalla monoterapia all'associazione fissa. Adulti: una compressa al giorno. La maggior parte dei pazienti con ipertensione arteriosa risponde adeguatamente alla somministrazione di una compressa al giorno. Dove necessario, puo' essere associato un altro farmaco antipertensivo quale un vasodilatatore. I pazienti gia' in trattamento conaltri farmaci antipertensivi possono essere trasferiti direttamente a lla somministrazione del farmaco, fatta eccezione per preparati a basedi clonidina. Uso negli anziani: il dosaggio richiesto e' spesso piu' basso. Uso nei pazienti con danno renale: a causa delle proprieta' de l clortalidone, il farmaco mostra una ridotta efficacia in presenza diinsufficienza renale. Pertanto questa associazione a dose fissa non d eve essere somministrata a pazienti con grave compromissione della funzione renale. Uso nei pazienti con compromissione della funzione epatica: non sono necessari aggiustamenti posologici nei pazienti con compromissione della funzione epatica. Popolazione pediatrica: non c'e' esperienza sull'uso nei bambini e negli adolescenti (< 18 anni). Pertantonon deve essere somministrato a bambini e adolescenti.

Conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

Avvertenze

Dovute alla presenza del beta-bloccante. Atenololo: non si deve interrompere bruscamente il trattamento nei pazienti affetti da cardiopatia ischemica. Sebbene sia controindicato nell'insufficienza cardiaca non controllata, puo' essere somministrato a pazienti i cui sintomi di insufficienza cardiaca siano stati controllati. Cautela deve essere esercitata nei pazienti con una riserva cardiaca scarsa. Nei pazienti affetti da angina di Prinzmetal puo' aumentare il numero e la durata degli attacchi anginosi tramite vasocostrizione arteriosa coronarica mediatadagli alfa recettori. Tuttavia, seppur con la massima cautela, puo' e ssere considerato il suo impiego in questi pazienti, in quanto l'atenololo e' un beta-bloccante beta-1 selettivo. Sebbene controindicato neigravi disturbi della circolazione arteriosa periferica. Puo' anche ag gravare i disordini vascolari periferici di meno gravi. Particolare cautela nella somministrazione del farmaco va rivolta ai pazienti con blocco cardiaco di primo grado, a causa del suo effetto negativo sul tempo di conduzione. Puo' modificare i segnali di ipoglicemia, come tachicardia, palpitazioni e sudorazione. Puo' mascherare i segni cardiovascolari di tireotossicosi. La riduzione della frequenza cardiaca e' un risultato della sua azione farmacologica. Nei rari casi in un paziente trattato sviluppa sintomi attribuibili ad una frequenza cardiaca troppo lenta puo' essere ridotta la dose. Puo' causare una piu' grave reazione allergica a diversi allergeni nei pazienti con una storia di reazioni anafilattiche a questi allergeni. Tali pazienti possono non rispondere alla dose abituale di adrenalina utilizzata per trattare le reazioni allergiche. I pazienti affetti da malattia broncospastica non devono, in generale, ricevere beta bloccanti, a causa di un aumento della resistenza delle vie aeree e deve essere esercitata la massima cautela. Atenololo e' un beta-bloccante beta-1 selettivo, tuttavia questa selettivita' non e' assoluta. Pertanto deve essere utilizzata la piu' bassa dose possibile e deve essere essere esercitata la massima cautela. In caso di aumento della resistenza delle vie respiratorie, la somministrazione deve essere interrotta e, se necessario, deve essere instaurata una terapia con preparati broncodilatatori (come il salbutamolo). Gli effetti sistemici dei beta-bloccanti orali possono essere potenziati quando usati in concomitanza con i beta-bloccanti oftalmici. Nei pazienti con feocromocitoma il farmaco deve essere somministrato solo dopo il blocco dei recettori alfa. La pressione arteriosa deve essere strettamente monitorata. E' necessario esercitare cautela in caso di somministrazione concomitante di agenti anestetici e il farmaco. L'anestesista deve essere informato al riguardo e deve essere utilizzato un anestetico con la minore attivita' inotropa negativa possibile. L'uso dibeta-bloccanti con farmaci anestetici puo' comportare una attenuazion e della tachicardia riflessa ed aumentare il rischio di ipotensione. E' bene evitare l'uso di anestetici che possono causare depressione miocardica. Dovute alla presenza del diuretico Clortalidone: poiche' il clortalidone, puo' compromettere la tolleranza al glucosio, i pazienti diabetici devono essere informati del potenziale aumento dei livelli di glucosio. Si raccomanda un attento monitoraggio della glicemia nellafase iniziale della terapia ed il controllo della glicosuria deve ess ere effettuato ad intervalli regolari nel trattamento prolungato. Si devono determinare periodicamente e ad intervalli appropriati gli elettroliti plasmatici, in modo da individuare possibili squilibri elettrolitici, specialmente ipopotassiemia ed iposodiemia. Si possono verificare ipopotassiemia e iposodiemia. Si raccomanda il controllo degli elettroliti specialmente nei pazienti piu' anziani, in quelli con insufficienza cardiaca che assumono preparati digitalici e nei soggetti che seguono una dieta a basso contenuto di potassio o che presentano disturbi gastrointestinali. Nei pazienti che ricevono terapia digitalica l'ipopotassiemia puo' provocare aritmie. Nei pazienti con anormale funzione epatica o con epatopatia progressiva, alterazioni modeste dell'equilibrio idroelettrolitico possono indurre coma epatico. Puo' verificarsiiperuricemia. Solitamente si verifica solo un lieve aumento dell'acid o urico nel siero ma, in caso tali aumenti si protraessero nel tempo, la concomitante somministrazione di un agente uricosurico puo' riportare entro limiti normali i livelli di uricemia. E' comunque controindicato in presenza di gotta manifesta.

Interazioni

Dovute all'atenololo: i farmaci antiaritmici appartenenti alla classe I (es. disopiramide) e l'amiodarone possono potenziare l'effetto sul tempo di conduzione atriale e indurre un effetto inotropico negativo. L'uso concomitante di beta-bloccanti e calcio antagonisti con effetto inotropo negativo (es. verapamil, diltiazem), puo' causare un aumento di questi effetti, particolarmente nei pazienti compromissione della funzione ventricolare e/o anomalie nella conduzione seno-atriale o atrio-ventricolare. Cio' puo' comportare ipotensione grave, bradicardia e insufficienza cardiaca. Ne' i beta-bloccanti ne' i calcio-antagonisti devono essere somministrati per via endovenosa nelle 48 ore successive alla sospensione di uno di questi farmaci. I beta-bloccanti possono aggravare il brusco rialzo dei valori pressori che puo' verificarsi doposospensione della clonidina. Se i due farmaci vengono somministrati c ontemporaneamente, il beta-bloccante deve essere sospeso parecchi giorni prima di interrompere la terapia con clonidina. Se la terapia con beta-bloccante deve sostituire quella con clonidina, l'inizio del trattamento con beta-bloccante deve avvenire parecchi giorni dopo l'interruzione della terapia con clonidina. I farmaci glicosidi digitalici, associati ai beta-bloccanti, possono provocare un aumento del tempo di conduzione atrioventricolare. I farmaci simpaticomimetici, come l'adrenalina, possono contrapporsi all'effetto dei beta-bloccanti se usati contemporaneamente. L'uso concomitante di farmaci inibitori la sintesi della prostaglandina (es. ibuprofene e indometacina) puo' ridurre gli effetti ipotensivi dei beta-bloccanti. Dovute al clortalidone Il clortalidone puo' provocare una riduzione della clearance renale del litio, con conseguente aumento delle concentrazioni sieriche. Possono pertantoessere necessari degli aggiustamenti del dosaggio di litio. Dovute al l'associazione dei due farmaci L'uso concomitante con diidropiridine (es. nifedipina) puo' aumentare il rischio di ipotensione e possono verificarsi casi di insufficienza cardiaca in pazienti con insufficienza cardiaca latente. L'uso concomitante di baclofene puo' potenziare l'effetto antiipertensivo, rendendo cosi' necessari aggiustamenti posologici.

Effetti collaterali

Frequenze reazioni avverse: molto comune (>= 1/10), comune (>= 1/100, < 1/10), non comune (>= 1/1000, < 1/100), raro (>= 1/10.000, < 1/1.000) e molto raro (< 1/10.000), non nota. Patologie del sistema emolinfopoietico. Raro: porpora, trombocitopenia, leucopenia (correlata al clortalidone). Disturbi psichiatrici. Non comune: disturbi del sonno similmente a quanto riportato con altri beta-bloccanti; raro: umore alterato, incubi, stato confusionale, psicosi e allucinazioni. Patologie del sistema nervoso. Raro: capogiro, cefalea, parestesie. Esami diagnostici. Comune (correlate al clortalidone): iperuricemia, iponatremia, ipokaliemia, compromissione della tolleranza al glucosio; non comune: aumenti dei livelli di transaminasi; molto raro: e' stato osservato un incremento di anticorpi antinucleo di cui, tuttavia, non e' chiara la rilevanza clinica. Patologie cardiache. Comune: bradicardia; raro: insufficienza cardiaca aggravata, precipitazione di blocco cardiaco. Patologie vascolari. Comune: sensazione di freddo alle estremita'; raro: ipotensione ortostatica che puo' essere associata a sincope, claudicazioneintermittente puo' aumentare se gia' presente, nei pazienti sensibili al fenomeno di Raynaud. Patologie dell'occhio. Raro: occhio secco, co mpromissione della visione. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Raro: in pazienti con asma o con una storia di problemi asmatici puo' verificarsi broncospasmo. Patologie gastrointestinali. Comune: patologia gastrointestinale, (incluso nausea correlata al clortalidone); raro: bocca secca; non nota: costipazione. Patologie epatobiliari. Raro: epatotossicita', colestasi intraepatica, pancreatite (correlata al clortalidone). Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Raro: alopecia, dermatite psoriasiforme, psoriasi aggravata, eruzione della cute. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non nota: sindrome simil-lupoide. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Raro: disfunzione erettile. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: affaticamento. Qualora, secondo il giudizio clinico, la qualita' di vita del paziente venisse negativamente interessata dalla presenza di un qualsiasi effetto indesiderato sopraelencato, deve essere considerata lasospensione del trattamento. Segnalare qualsiasi reazione avversa sos petta tramite il sistema nazionale di segnalazione.

Gravidanza e allattamento

Non deve essere somministrato durante la gravidanza ne' durante l'allattamento.

Prezzo

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