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Atenololo Clor Ra - 28cpr50+12, - foglio illustrativo

Forma: Compresse
Principio attivo: Atenololo/Clortalidone

Denominazione

ATENOLOLO CLORTALIDONE RATIOPHARM 50 MG/12,5 MG COMPRESSE

Formulazioni

Atenololo Clor Ra - 28cpr50+12,

Categoria farmacoterapeutica

Betabloccanti ed altri diuretici.

Principio attivo

Atenololo 50 mg; clortalidone 12,5 mg.

Eccipienti

Amido di mais, magnesio carbonato, sodio laurilsolfato, gelatina, magnesio stearato.

A cosa serve

Trattamento dell'ipertensione essenziale nei pazienti in cui la pressione arteriosa non e' adeguatamente controllata dalla sola monoterapia con atenololo o clortalidone.

Controindicazioni

Ipersensibilita' ai principi attivi (o derivati sulfonamidici) o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati. Il medicinale non deve essere somministrato a pazienti con una qualsiasi delle seguenti condizioni: bradicardia; blocco atrioventricolare di secondo e terzo grado; insufficienza cardiaca non controllata; grave insufficienza nella funzione renale; shock cardiogeno; ipotensione; acidosi metabolica; gravi disturbi della circolazione arteriosa periferica; disfunzione del nodo del seno; feocromocitoma non trattato; gravidanza e allattamento; gotta manifesta. I beta-bloccanti non devono essere associati a terapia con verapamil e diltiazem.

Posologia

Quando clinicamente appropriato, nei pazienti in cui la pressione arteriosa e' insufficientemente controllata puo' essere considerato il passaggio diretto dalla monoterapia all'associazione fissa. Adulti: la dose di mantenimento abituale e' una compressa al giorno da 50 mg/12,5 mg. Nei pazienti che non rispondono adeguatamente alla terapia con 50 mg/12,5 mg, la dose puo' essere aumentata ad una compressa da 100 mg/25mg compresse al giorno. Dove necessario, puo' essere associato un alt ro farmaco antipertensivo, quale un vasodilatatore. I pazienti gia' intrattamento con altri farmaci antipertensivi possono essere trasferit i direttamente alla somministrazione di 50 mg/12,5 mg fatta eccezione per preparati a base di clonidina. Uso negli anziani: in questo gruppodi pazienti il dosaggio richiesto e' spesso piu' basso. Uso nei pazie nti con danno renale: a causa delle proprieta' del clortalidone, il farmaco 50 mg/12,5 mg compresse mostra una ridotta efficacia in presenzadi insufficienza renale. Pertanto questa associazione a dose fissa no n deve essere somministrata a pazienti con grave compromissione della funzione renale. Uso nei pazienti con compromissione della funzione epatica: non sono necessari aggiustamenti posologici nei pazienti con compromissione della funzione epatica. Popolazione pediatrica: non c'e' esperienza sull'uso del prodotto nei bambini e negli adolescenti(< 18 anni). Pertanto il farmaco 50 mg/12,5 mg non deve essere somministratoa bambini e adolescenti.

Conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

Avvertenze

>>Dovute alla presenza del beta-bloccante. Atenololo: non si deve interrompere bruscamente il trattamento nei pazienti affetti da cardiopatia ischemica. Sebbene il medicinale sia controindicato nell'insufficenza cardiaca non controllata, puo' essere somministrato a pazienti i cuisintomi di insufficienza cardiaca siano stati controllati. Cautela de ve essere esercitata nei pazienti con una riserva cardiaca scarsa. Neipazienti affetti da angina di Prinzmetal il medicinale puo' aumentare il numero e la durata degli attacchi di angina tramite vasocostrizion e arteriosa coronarica mediata dagli alfa recettori. Tuttavia, seppur con la massima cautela, puo' essere considerato il suo impiego in questi pazienti, in quanto l'atenololo e' un beta-bloccante beta-1 selettivo. Sebbene controindicato nei gravi disturbi della circolazione arteriosa periferica il farmaco puo' anche aggravare i disordini vascolari periferici meno gravi. Particolare cautela nella somministrazione del prodotto va rivolta ai pazienti con blocco cardiaco di primo grado, a causa del suo effetto negativo sul tempo di conduzione. Puo' modificare i segnali di ipoglicemia, come tachicardia, palpitazioni e sudorazione. Puo' mascherare i segni cardiovascolari di tireotossicosi. La riduzione della frequenza cardiaca e' un risultato della sua azione farmacologica. Nei rari casi in cui un paziente trattato sviluppa sintomi attribuibili ad una frequenza cardiaca troppo lenta puo' essere ridotta la dose. Puo' causare una piu' grave reazione allergica a diversi allergeni nei pazienti con una storia di reazioni anafilattiche a questi allergeni. Tali pazienti possono non rispondere alla dose usuale di adrenalina utilizzata per trattare le reazioni allergiche. I pazienti affetti da malattia broncospastica non devono, in generale, ricevere betabloccanti, a causa di un aumento della resistenza delle vie aeree e d eve essere esercitata la massima cautela. Atenololo e' un beta-bloccante beta-1 selettivo, tuttavia questa selettivita' non e' assoluta. Pertanto deve essere utilizzata la piu' bassa dose possibile farmaco e deve essere esercitata la massima cautela. In caso di aumento della resistenza delle vie respiratorie, la somministrazione di medicinale deve essere interrotta e, se necessario, deve essere instaurata una terapiacon preparati broncodilatatori (come il salbutamolo). Gli effetti sis temici dei beta-bloccanti orali possono essere potenziati quando usatiin concomitanza con i beta-bloccanti oftalmici. Nei pazienti con feoc romocitoma il farmaco deve essere somministrato solo dopo il blocco dei recettori alfa. La pressione arteriosa deve essere strettamente monitorata. E' necessario esercitare cautela in caso di somministrazione concomitante di agenti anestetici e il farmaco. L'anestesista deve essere informato al riguardo e deve essere utilizzato un anestetico con laminore attivita' inotropa negativa possibile. L'uso di beta-bloccanti con farmaci anestetici puo' comportare una attenuazione della tachica rdia riflessa ed aumentare il rischio di ipotensione. E' bene evitare l'uso di anestetici che possono causare depressione miocardica. >>Dovute alla presenza del diuretico. Clortalidone: poiche' il clortalidone,puo' compromettere la tolleranza al glucosio, i pazienti diabetici de vono essere informati del potenziale aumento dei livelli di glucosio. Si raccomanda un attento monitoraggio della glicemia nella fase iniziale della terapia ed il controllo della glicosuria deve essere effettuato ad intervalli regolari nel trattamento prolungato. Si devono determinare periodicamente e ad intervalli appropriati gli elettroliti plasmatici, in modo da individuare possibili squilibri elettrolitici, specialmente ipopotassiemia ed iposodiemia. Si possono verificare ipopotassiemia e iposodiemia. Si raccomanda il controllo degli elettroliti specialmente nei pazienti piu' anziani, in quelli insufficienza cardiaca che assumono preparati digitalici e nei soggetti che seguono una dieta a basso contenuto di potassio o che presentano disturbi gastrointestinali. Nei pazienti che ricevono terapia digitalica l'ipopotassiemia puo' provocare aritmie. Nei pazienti con anormale funzione epatica o con epatopatia progressiva, alterazioni modeste dell'equilibrio idroelettrolitico possono indurre coma epatico. Puo' verificarsi iperuricemia. Solitamente si verifica solo un lieve aumento dell'acido urico nel siero ma, in caso tali aumenti si protraessero nel tempo, la concomitante somministrazione di un agente uricosurico puo' riportare entro limiti normali i livelli di uricemia. Il farmaco e' comunque controindicato in presenza di gotta manifesta.

Interazioni

Dovute all'atenololo: i farmaci antiaritmici appartenenti alla classe I (es. disopiramide). e l'amiodarone possono potenziare l'effetto sul tempo di conduzione atriale e indurre un effetto inotropico negativo. L'uso concomitante di beta-bloccanti e calcio antagonisti con effetto inotropo negativo (es. verapamil, diltiazem), puo' causare un aumento di questi effetti, particolarmente nei pazienti con compromissione della funzione ventricolare e/o anomalie nella conduzione seno-atriale o atrio-ventricolare. Cio' puo' comportare ipotensione grave, bradicardia e insufficienza cardiaca. Ne' i beta-bloccanti ne' i calcio-antagonisti devono essere somministrati per via endovenosa nelle 48 ore successive alla sospensione di uno di questi farmaci. I beta-bloccanti possono aggravare il brusco rialzo dei valori pressori che puo' verificarsidopo sospensione della clonidina. Se i due farmaci vengono somministr ati contemporaneamente, il beta-bloccante deve essere sospeso parecchigiorni prima di interrompere la terapia con clonidina. Se la terapia con beta- bloccante deve sostituire quella con clonidina, l'inizio deltrattamento con beta-bloccante deve avvenire parecchi giorni dopo l'i nterruzione della terapia con clonidina. I farmaci glicosidi digitalici, associati ai beta-bloccanti, possono provocare un aumento del tempodi conduzione atrioventricolare. I farmaci simpaticomimetici, come l' adrenalina, possono contrapporsi all'effetto dei beta-bloccanti se usati contemporaneamente. L'uso concomitante di farmaci inibitori la sintesi della prostaglandina (es. ibuprofene e indometacina) puo' ridurre gli effetti ipotensivi dei beta-bloccanti. Dovute al clortalidone: il clortalidone puo' provocare una riduzione della clearance renale del litio, con conseguente aumento delle concentrazioni sieriche. Possono pertanto essere necessari degli aggiustamenti del dosaggio di litio. Dovute all'associazione dei due farmaci L'uso concomitante con diidropiridine (es. nifedipina) puo' aumentare il rischio di ipotensione e possono verificarsi casi di insufficienza cardiaca in pazienti con insufficienza cardiaca latente. L'uso concomitante di baclofene puo' potenziare l'effetto antiipertensivo, rendendo cosi' necessari aggiustamenti posologici.

Effetti collaterali

Negli studi clinici, le possibili reazioni avverse sono generalmente attribuibili alle azioni farmacologiche dei suoi componenti. I seguentieffetti indesiderati, classificati per sistema corporeo, sono stati r iportati con le seguenti frequenze: molto comune (>= 1/10), comune (>=1/100, < 1/10), non comune (>= 1/1.000, < 1/100), raro (>= 1/10.000, < 1/1.000) e molto raro (< 1/10.000), non nota. Patologie del sistema emolinfopoietico. Raro: porpora, trombocitopenia, leucopenia (correlata al clortalidone). Disturbi psichiatrici. Non comune: disturbi del sonno similmente a quanto riportato con altri beta-bloccanti; raro: umore alterato, incubi, stato confusionale, psicosi e allucinazioni. Patologie del sistema nervoso. Raro: capogiro, cefalea, parestesie. Esami diagnostici. Comune (correlate al clortalidone): iperuricemia, iponatremia, ipokaliemia, compromissione della tolleranza al glucosio; non comune: aumenti dei livelli di transaminasi; molto raro: e' stato osservato un incremento di anticorpi antinucleo di cui, tuttavia, non e' chiara la rilevanza clinica. Patologie cardiache. Comune: bradicardia; raro: insufficienza cardiaca aggravata, precipitazione di blocco cardiaco. Patologie vascolari. Comune: sensazione di freddo alle estremita'; raro: ipotensione ortostatica che puo' essere associata a sincope, claudicazione intermittente puo' aumentare se gia' presente, nei pazienti sensibili al fenomeno di Raynaud. Patologie dell'occhio. Raro: occhio secco, compromissione della visione. Patologie respiratorie, toracichee mediastiniche. Raro: in pazienti con asma o con una storia di probl emi asmatici si puo' verificare broncospasmo. Patologie gastrointestinali. Comune: patologia gastrointestinale, (incluso nausea correlata alclortalidone); raro: bocca secca; non nota: costipazione. Patologie e patobiliari. Raro: epatotossicita', colestasi intraepatica, pancreatite (correlata al clortalidone). Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Raro: alopecia, dermatite psoriasiforme, psoriasi aggravata,eruzione della cute. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del t essuto connettivo. Non nota: sindrome simil-lupoide. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Raro: disfunzione erettile. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: affaticamento. Qualora, secondo il giudizio clinico, la qualita' di vita del paziente venisse negativamente interessata dalla presenza di un qualsiasi effetto indesiderato sopraelencato, deve essere considerata la sospensione del trattamento. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.

Gravidanza e allattamento

Il farmaco non deve essere somministrato durante la gravidanza e l'allattamento.

Prezzo

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