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Atenololo Eg - 42cpr 100mg - foglio illustrativo

Forma: Compresse
Principio attivo: Atenololo

Denominazione

ATENOLOLO EG COMPRESSE

Formulazioni

Atenololo Eg - 50cpr 50mg Atenololo Eg - 50cpr 100mg Atenololo Eg - 42cpr 100mg

Categoria farmacoterapeutica

Betabloccanti.

Principio attivo

Atenololo.

Eccipienti

Amido di mais, lattosio, polividone, sodio laurilsolfato, silice colloidale anidra, magnesio stearato.

A cosa serve

Ipertensione. Angina pectoris cronicamente stabile o angina pectoris instabile. Disaritmie tachicardiche (tachiaritmie).

Controindicazioni

Controindicato nei pazienti con: ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti; blocco AV di II o III grado; sindrome del nodo del seno; blocchi SA; shock; insufficienza cardiaca manifesta; bradicardia (frequenza cardiaca a riposo < 50 battiti/minuto prima dell'inizio della terapia); ipotensione; acidosi; disturbi circolatori periferici in stadio avanzato; iperreattivita' bronchiale (ad es.asma bronchiale); somministrazione simultanea di MAO-inibitori (ad ec cezione dei MAO-beta-bloccanti); ipersensibilita' accertata ad altri farmaci che bloccano i recettori beta-adrenergici. La somministrazione endovenosa di calcio antagonisti del tipo verapamil o diltiazem o altri farmaci antiaritmici (come la disopiramide) e' controindicata nei pazienti in terapia con il farmaco (ad eccezione dei pazienti in terapiaintensiva).

Posologia

Il dosaggio deve essere regolato in base alle necessita' individuali, soprattutto in base alla frequenza del polso o alla risposta terapeutica. E' consigliabile iniziare la terapia con il dosaggio piu' basso possibile al fine di essere in grado di identificare uno scompenso cardiaco o fenomeni bronchiali ad uno stadio precoce; questo e' particolarmente importante nei soggetti anziani. Successivi aumenti di dosaggio dovrebbero essere effettuati gradualmente (per es. una volta alla settimana) sotto controllo o in base all'effetto clinico osservato. L'effetto sara' completamente stabilizzato dopo un periodo da una a due settimane. E' improbabile che un ulteriore aumento di dose, superiore alle indicazioni sotto riportate, possa produrre un beneficio addizionale. Di regola valgono le seguenti direttive posologiche. Adulti. Ipertensione: la dose usuale giornaliera e' di 50 mg in dose singola. Se necessario la dose giornaliera puo' essere aumentata a 100 mg al giorno per raggiungere una dose efficace. Una ulteriore riduzione della pressionesanguigna puo' essere raggiunta combinando il farmaco con altri agent i antiipertensivi, ad esempio un diuretico. Angina pectoris cronicamente stabile e angina pectoris instabile: la dose usuale giornaliera e' di 100 mg somministrati una volta al giorno o di 50 mg due volte al giorno. Disaritmie tachicardiche (tachiaritmie): un opportuno dosaggio di mantenimento orale e' di 50-100 mg al giorno, somministrati in dose singola. Il trattamento con il farmaco deve essere immediatamente interrotto nel caso che la frequenza cardiaca e/o la pressione sanguigna diminuisca oppure si verifichi qualsiasi altra complicazione che necessiti di intervento terapeutico. Anziani: puo' essere necessario ridurreil dosaggio, in particolare nei pazienti con funzione renale comprome ssa. Bambini: non vi sono esperienze con atenololo in pediatria e per questo motivo non ne e' consigliato l'uso nei bambini. Insufficienza renale: per i pazienti con funzionalita' renale compromessa e' necessario che la dose di atenololo venga adattata in base alla clearance renale del farmaco. Se la clearance della creatinina diminuisce a 15-35 ml/min (equivalente ad una creatinina serica < 3-6 mg/dl) la dose orale deve essere di 50 mg al giorno. Per i pazienti con una clearance dellacreatinina < 15 ml/min (equivalenti a una creatinina nel siero > 6 mg /dl) la dose orale deve essere di 25 mg al giorno oppure di 50 mg a giorni alterni. Ai pazienti in emodialisi si devono somministrare 50 mg per via orale dopo ogni dialisi. Tipo e durata della somministrazione:Le compresse devono essere ingerite intere con un po' di liquido prim a dei pasti.

Conservazione

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce e dall'umidita'; conservare a temperatura ambiente (15-25 gradi C).

Avvertenze

Nel caso la terapia debba essere interrotta o sospesa dopo uso prolungato, la riduzione deve essere fatta sempre gradualmente con diminuzione scalare, in quanto una sospensione improvvisa puo' dare origine ad ischemia miocardica con esacerbazione dell'angina pectoris, oppure a infarto miocardico, oppure puo' provocare un'esacerbazione dell'ipertensione. Un monitoraggio medico particolarmente stretto e' necessario neipazienti con: blocco AV di I grado; diabete scarsamente controllato ( per evitare il rischio di gravi stati ipoglicemici); pazienti con feocromocitoma (tumore della porzione midollare delle ghiandole surrenali;necessario un trattamento preliminare con farmaci alfa-bloccanti); pa zienti con funzionalita' renale compromessa; durante l'allattamento. Uilizzare solo dopo aver accuratamente soppesato il rapporto rischio/beneficio: durante la gravidanza. Nei pazienti con anamnesi personale o familiare di psoriasi, i farmaci beta bloccanti devono essere prescritti solo dopo aver accuratamente soppesato i benefici rispetto ai rischi. I farmaci che bloccano i recettori beta adrenergici possono aumentare la sensibilita' nei confronti degli allergeni e la gravita' delle reazioni anafilattiche. L'impiego di questi medicinali nei pazienti conanamnesi di gravi reazioni di ipersensibilita' e nei pazienti in tera pia di desensibilizzazione (rischio di reazioni anafilattiche esagerate) deve quindi essere limitato ai pazienti in cui la terapia con beta bloccanti e' assolutamente necessaria. I farmaci che bloccano i recettori beta adrenergici possono aumentare la sensibilita' nei confronti degli allergeni e la gravita' delle reazioni anafilattiche. I pazienti con anamnesi di gravi reazioni di ipersensibilita' e i pazienti in terapia di desensibilizzazione possono quindi andare incontro a reazioni anafilattiche eccessive. E' stato segnalato che il paziente occasionale con grave disfunzione renale soffre di compromissione della funzionerenale durante la terapia con beta bloccanti. I parametri della funzi one renale devono quindi essere sotto stretto monitoraggio nei pazienti a rischio. A causa del verificarsi di grave danno epatico nel trattamento con altri farmaci che bloccano i recettori beta-adrenergici gli enzimi epatici devono essere controllati con regolarita' anche nei pazienti in terapia con il farmaco. A causa del verificarsi di porpora trombocitopenica e non trombocitopenica durante il trattamento con altrifarmaci che bloccano i recettori beta-adrenergici, i pazienti in tera pia con il prodotto devono essere controllati anche per tali sintomi. Questo medicinale contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

Interazioni

Nel caso di uso concomitante del medicinale ed altri farmaci devono essere prese in considerazione le seguenti interazioni. Associazione nonconsigliata. Calcioantagonisti del tipo verapamil e diltiazem: posson o provocare ipotensione, bradicardia o altre aritmie cardiache. Glicosidi cardiaci, reserpina, alfa-metildopa, guanfacina o clonidina: possono avere un effetto cronotropo esageratamente negativo e/o ritardare la conduzione degli impulsi. Clonidina: puo' aumentare il rischio di "ipertensione di rimbalzo". Dopo sospensione improvvisa della clonidina durante la contemporanea somministrazione del farmaco si puo' verificare un eccessivo aumento della pressione sanguigna. Il trattamento con clonidina non deve quindi essere sospeso se non quando la terapia con il farmaco sia stata sospesa da diversi giorni. Solo allora la somministrazione di clonidina puo' essere gradualmente sospesa. Gli inibitoridelle monoamino ossidasi (MAO) (ad eccezione degli inibitori MAO-B): non devono essere usati in concomitanza con il farmaco al fine di evitare un possibile effetto ipertensivo eccessivo. Precauzioni per l'uso Farmaci antiaritmici di classe I (ad es. disopiramide, chinidina) e amiodarone. Gli effetti cardiodepressivi del prodotto e di questi farmaci possono essere additivi. Insulina o antidiabetici orali: possono rinforzare o prolungare gli effetti di questi farmaci. I sintomi premonitori dell'ipoglicemia, in particolare la tachicardia e il tremore, sonomascherati o attenuati. Per questo motivo e' necessario effettuare re golari determinazioni della glicemia. Anestetici, miorilassanti periferici Gli anestetici possono potenziare l'effetto antiipertensivo. Gli effetti inotropi negativi di questi farmaci possono essere additivi. Il blocco neuromuscolare indotto dai miorilassanti periferici (ad es. succinilcolina, tubocurarina) puo' essere rinforzato dal blocco dei recettori beta-adrenergici da parte del medicinale. Nel caso il farmaco non possa essere sospeso prima di un intervento chirurgico in anestesiagenerale o prima dell'impiego di un rilassante della muscolatura peri ferica, l'anestesista deve essere preventivamente avvertito della terapia con il prodotto. Da prendere in considerazione Calcio-antagonisti del tipo nifedipina possono provocare ipotensione e, nel paziente occasionale, insufficienza cardiaca. Indometacina puo' attenuare l'effettoantiipertensivo del medicinale. Norepinefrina o epinefrina puo' esser e associata ad un aumento significativo della pressione sanguigna. Antidepressivi triciclici, barbiturici e fenotiazine, oppure diuretici, vasodilatatori o altri farmaci antiipertensivi possono provocare ipotensione.

Effetti collaterali

In particolar modo all'inizio della terapia il paziente occasionale puo' essere soggetto a disturbi del SNC come affaticamento, vertigini, sensazione di testa vuota, sudorazione, cefalea, allucinazioni o aumentata frequenza del sogno, disturbi del sonno e stati depressivi. Il paziente occasionale puo' andare incontro a temporanei disturbi gastrointestinali (nausea, vomito, stipsi, diarrea). In alcune occasioni sono state riportate reazioni cutanee allergiche (eritema, prurito, eruzionicutanee). In casi rari il trattamento con il farmaco ha provocato ipo tensione, bradicardia, sincope, disturbi della conduzione atrioventricolare o esacerbazione di un'insufficienza cardiaca preesistente. Non si puo' escludere che occasionalmente i pazienti con angina pectoris non vadano incontro ad esacerbazioni degli attacchi anginosi. Il paziente occasionale puo' essere soggetto a parestesia o raffreddamenti delleestremita', come pure a debolezza muscolare o crampi muscolari in rar e occasioni. E' stata inoltre osservata un'esacerbazione dei sintomi nei pazienti con disturbi della circolazione periferica (compreso i pazienti con sindrome di Raynaud). I pazienti con predisposizione alle reazioni broncospastiche (in particolare i pazienti con patologia ostruttiva delle vie respiratorie) possono manifestare dispnea come conseguenza di un aumento della resistenza delle vie respiratorie. Raramente sono state segnalate secchezza delle fauci, congiuntivite o lacrimazione ridotta (quest'ultima reazione e' importante per i portatori di lenti a contatto). In rare occasioni il diabete mellito latente puo' diventare manifesto, oppure il diabete mellito conclamato puo' peggiorare. Dopo stretto digiuno prolungato o forte esercizio fisico, la terapia concomitante con il farmaco puo' provocare stati ipoglicemici. I prodromi di ipoglicemia (in particolare la tachicardia e il tremore) possonoessere mascherati. Vi sono state segnalazioni isolate di perdita dell a libido e impotenza. La terapia con il prodotto puo' essere associataa disturbi del metabolismo lipidico. Mentre il colesterolo totale era solitamente normale, il colesterolo HDL era ridotto e le concentrazio ni di trigliceridi nel plasma erano aumentate. In casi isolati i beta bloccanti possono scatenare una forma di psoriasi, peggiorare i sintomi della malattia oppure provocare eruzioni cutanee psoriasiformi. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Frequenza non nota: sindrome lupussimile. Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.

Gravidanza e allattamento

Il medicinale e' stato usato in modo efficace sotto stretta sorveglianza per il trattamento dell'ipertensione associata a gravidanza. Non visono state evidenze di anomalie fetali nonostante l'atenololo sia sta to in genere somministrato dopo 20 settimane di gestazione. Non esistono precedenti esperienze per l'impiego dell'atenololo nel primo trimestre di gravidanza. L'atenololo attraversa la barriera placentare e compare nel sangue ombelicale. Nel latte materno vi e' un accumulo di atenololo di circa tre volte. Nel bambino tuttavia non vi sono stati effetti dannosi apparenti alla nascita o durante l'allattamento al seno. Ibeta-bloccanti riducono la perfusione placentare, il che puo' provoca re morte fetale intrauterina, parti immaturi e prematuri. Inoltre nel feto e nel neonato si possono verificare effetti avversi (specialmenteipoglicemia e bradicardia). Vi e' un aumento del rischio di complican ze cardiache e polmonari nel neonato nel periodo postnatale. La terapia con atenololo deve quindi essere interrotta 24-48 ore prima della data prevista del parto. In donne gravide o che possono diventarlo, o stanno allattando il neonato, la possibilita' di danno fetale non puo' essere esclusa e l'uso del farmaco richiede di valutarne i potenziali benefici in rapporto ai possibili rischi.

Prezzo

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